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15 aprile 2012 7 15 /04 /aprile /2012 13:09

Il cane (Canis lupus familiaris) è un mammifero carnivoro ascritto al genere Canis (famiglia canidi). Con la addomesticazione si è distinto dal suo probabile predecessore, il lupo, del quale rappresenta una forma neotenica (anche se al riguardo c'è ancora qualche divergenza) e rispetto al quale ha canini meno aguzzi, intestino più lungo, ed è privo di artigli affilati. L'uomo ed il cane sono legati da almeno 30.000 anni, alcuni ricercatori sono riusciti a datare un cranio di cane rinvenuto in una caverna sui monti Altai in Siberia. Questi studi ritengono probabile che i cani moderni potrebbero avere diversi antenati comuni.

Biologi  

Il cane è estremamente variabile nelle sue caratteristiche biologiche, per la selezione operata dalla natura (dalle diverse zone di provenienza) e soprattutto dall'uomo (suo compagno di vita fin dall'età preistorica), tanto da richiedere, secondo alcuni, la divisione in differenti sottospecie e morfologie. Il peso può variare da 700 g ai 111 kg. Ha un ciclo estrale che si ripete due volte l'anno (al contrario del lupo che ha un solo periodo d'estro); questa caratteristica è dovuta in parte alla selezione compiuta dall'uomo per facilitare l'allevamento e in parte alla selezione naturale.

Il periodo di gestazione per tutte le razze è di circa 62 giorni. Vengono alla luce da 1 a 10 piccoli, a seconda della taglia dell'animale. Notevoli sono i cambiamenti apportati nel corso dei secoli dalla selezione operata dall'uomo, sia come caratteristiche fisiche (colore, peso, qualità sensoriali), sia come caratteristiche di socializzazione. Notevole importanza è stata posta da sempre nell'educazione e nel comportamento del cane. Tutte le razze di cane hanno una spiccata predisposizione al comportamento giocoso e socievole durante tutta la loro vita, caratteristiche che nel loro progenitore, il lupo, in parte scompaiono con il raggiungimento dell'età adulta.I cani possono avere da 1 a 15 cuccioli. Ma in media il cane ha 6-12 cuccioli.

Il senso dell'olfatto

Principale caratteristica distintiva del cane è il senso dell'olfatto, dovuto alla sua innata attività di cacciatore. Parte fondamentale del suo processo di riconoscimento degli odori è la conformazione del suo naso (il tartufo) ma soprattutto la potente mucosa interna, in grado di distinguere una sola molecola di una sostanza su milioni di altre. Il tartufo rappresenta l'estremità terminale del naso del cane. L'impronta delle circonvoluzioni che lo contraddistinguono è specifica dell'individuo e, al pari delle impronte digitali dell'essere umano, può essere usata come efficace sistema di riconoscimento.

La mucosa che riveste internamente il naso del cane svolge gli stessi compiti di qualsivoglia altro mammifero: alla sua estremità ci sono le froge o cavità per aspirare l'aria e, come in altri mammiferi, al confine mucosocutaneo, è dotato di vibrisse laterali, grossi peli con funzioni sensoriali molto importanti. Quello che la rende speciale sono diverse funzioni aggiuntive. Innanzitutto è un eccezionale organo di senso, soprattutto in senso termico, dinamico (perché la mucosa che lo riveste è provvista di ghiandole sudoripare, mentre la pelle del cane ne è quasi totalmente priva) e tattile, essendo in grado di registrare anche lievissime asperità e vibrazioni che altrimenti sfuggirebbero all'animale. Queste eccezionali capacità dell'olfatto del cane rappresentano il principale motivo per cui molti cani vengono addestrati e utilizzati per la ricerca di animali, persone, tartufi o sostanze particolari, come stupefacenti o esplosivi.

Evoluzione

Mosaico pompeiano raffigurante un cane con guinzaglio.

Evolutivamente, si è ritenuto (a partire dagli studi di Konrad Lorenz) che il cane potesse discendere dal lupo o dallo sciacallo, o da entrambi, che avrebbero dato origine a razze primitive diverse, dalle quali sarebbero derivate le molteplici forme attuali.

I più recenti studi basati sulla genetica, supportati da recenti ritrovamenti paleontologici, hanno portato a ritenere valido il riconoscimento del lupo grigio (Canis lupus anticus madeus parmus lantus sus) come progenitore del cane domestico, riconosciuto come sottospecie (Canis lupus familiaris). Ancora incerte sono le ipotesi sul processo di domesticazione. Una delle ipotesi più accreditate è quella dei coniugi Ray e Lorna Coppinger, biologi, che propongono la teoria di un "domesticamento naturale" del lupo, una selezione naturale di soggetti meno abili nella caccia, ma al contempo meno timorosi nei confronti dell'uomo, che avrebbero cominciato a seguire i primi gruppi di cacciatori nomadi, nutrendosi dei resti dei loro pasti, ma fornendo inconsapevolmente un prezioso servizio di "sentinelle", stabilendosi in seguito nei pressi dei primi insediamenti, e dando il via ad una sorprendente coabitazione tra due specie di predatori, con reciproci vantaggi.

Alcuni di questi "cani selvatici" sarebbero poi stati avvicinati ed adottati nella comunità umana (cani del villaggio, i "cani pariah" che si trovano ancora oggi in alcune società, "di tutto il villaggio", tollerati per il loro ruolo di spazzini e di predatori di piccoli animali nocivi), dando il via ad un perfetto esempio di coevoluzione. Quasi certamente, come dimostrato anche dagli studi di Dimitri Belayev, la naturale selezione basata sulle attitudini caratteriali al domesticamento ha provocato la comparsa di mutamenti fisici (dalla riduzione del volume cranico, all'accorciamento dei denti, ma anche la comparsa di caratteri quali le chiazze bianche sul mantello e le code arricciate).

Il primo resto archeologico di cane è stato ritrovato in Belgio nella caverna di Goyet (nelle Ardenne) e risale a 31.000 anni fa. Scoperto nel 1870 si è ritenuto per molto tempo che fosse un lupo ma nel 2007 è stato ristudiato e ricatalogato. Inoltre, nei siti archeologici più antichi, numerosi sono i ritrovamenti di resti di cani (che pure testimoniano le prime differenze dall'antenato selvatico). La testimonianza più antica di un legame fra cani ed umani risale al Gravettiano (circa 28.000 anni fa) e sono le orme di un bambino e di un cane ritrovate presso la grotta di Chauvet, nel sud della Francia. Recentemente sono stati scoperti siti tombali risalenti allo stesso periodo (25.000/28.000 anni fa) che dimostrano una sepoltura rituale di cani (introduzione di un osso di mammut nella bocca di uno dei tre cani ritrovati). Tuttavia, la prima testimonianza di un legame affettivo tra uomo e cane risale al più recente periodo natufiano (circa 12.000 anni fa) presso il sito di Ein Mallaha in Israele con una tomba che conserva i resti di un uomo anziano coricato su un fianco in posizione fetale che protende un braccio verso i resti di un cucciolo di cane.

Un dipinto che ritrae un boxervicino alla sua cuccia.

Alla luce delle più recenti esperienze in cui si è tentati di addomesticare il lupo (tentativi tutti miseremente falliti) o di ibridazione dello stesso con i cani (gli unici tre tentativi riusciti, dopo innumerevoli peripezie, sono il Cane lupo cecoslovacco, il Saarloos e il Lupo Italiano) sembra alquanto inverosimile che la prima differenziazione tra razze diverse sia da attribuire alle diverse sottospecie di lupo (che, secondo la tradizione vennero addomesticate quasi contemporaneamente in diverse parti del mondo, in situazioni geografiche e climatiche altrettanto dissimili); appare più logico, invece, che le prime razze furono selezionate in maniera molto più semplicemente empirica tramite l'accoppiamento di cani pariah con caratteristiche analoghe (ad esempio i levrieri ancestrali possono essere stati il frutto di selezione fra cani snelli, veloci ed abili predatori, così come gli antenati del Basenji furono selezionati accoppiando cani di piccola taglia con gambe snelle particolarmente abili nel cacciare i topi).

Successivamente, i soggetti più dotati fisicamente e/o attitudinalmente per i diversi impieghi, furono selezionati con metodi sempre più efficaci: a quanto pare i primi ad effettuare un processo selettivo sistematico furono gli antichi romani già intorno al 3./4. secolo a.C.. Può essere interessante osservare come le grandi variazioni morfologiche che hanno permesso al lupo di "trasformarsi" in alano, chihuahua oppure bassotto, si sono presentate nel corso dei secoli in forma involontaria, vere e proprie mutazioni spontanee che l'uomo ha saputo sfruttare e valorizzare.

Si sono talvolta sfruttate quelle che potevano apparire assurde bizzarrie genetiche, quali il nanismo acondroplasico (arti corti su corpi normali), utili in cani adibiti a seguire la selvaggina nel folto dei cespugli, o dentro le tane: ecco la comparsa delle forme "bassotte" in molte razze da caccia. Molto interessante, poi, la ricostruzione dell'evoluzione delle razze attraverso il fenomeno del pedomorfismo neotenico, la conservazione cioè nei cani adulti di alcuni tratti morfologici e caratteriali tipici di diverse fasi giovanili dello sviluppo del lupo. In base a tale teoria, si possono raccogliere le razze in 4 gruppi:

  • cani primitivi-con proporzioni della testa e struttura generale fortemente lupine, orecchie erette. Esempi: groenlandese, pharaon hound, basenji, vastgotaspets
  • pedomorfi di primo grado-teste allungate, stop accentuato, orecchie semi erette. Sono segugi e cani paratori, con spiccato istinto all'inseguimento. Esempi: wolfhound, bloodhound, bracco, collie, terrier, bassotto
  • pedomorfi di secondo grado-teste più larghe, musi più quadrati, stop marcato, orecchie pendenti, pelle più spessa. Cani giocatori con gli oggetti, buoni riportatori. Esempi: terranova, golden retriever, barbet, Cavalier King Charles Spaniel, Bichon Frisé
  • pedomorfi di terzo grado-accentuati diametri trasversali, musi corti o cortissimi, occhi frontali, orecchie piccole e cadenti, cute abbondante che forma rughe, molto predisposti all'accumulo di grassi. Cani "lottatori" (anche nella forma giocosa), fortemente territoriali e diffidenti. Esempi: mastini, cani da montagna, cani da presa, bulldog, carlino, pechinese.

Nel tempo, l'uomo ha selezionato molte diverse razze e varietà di cani, per avere un aiuto nelle sue molte attività: esistono quindi oggi razze di cani da pastore, da caccia, da guardia, da compagnia, da corsa e altre ancora.


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13 aprile 2012 5 13 /04 /aprile /2012 07:34
Navigando nella rete è possibile che troviate applicazioni per Android interessanti però dopo aver fatto il download trovate solamente un file con estensione apk. Per installarlo dovete copiare il file nella scheda sd e poi installarlo dallo smartphone o in alternativa potrete utilizzare il programma ADB incluso nell'Android SDK! 

 

  • 1 Il primo passo da compiere è il download dell'Android SDK,fondamentale poichè all'interno di esso è contenuto un pacchetto chiamato ADB. Inoltre tramite l'android SDK avrete la possibilità di provare Android sul vostro PC. Collegatevi alla pagina web dell'SDK. Avviate il download del file.exe (installer_r18-windows.exe) enoterete che sotto la tabella con i Download sono presente le istruzioni diinstallazione in inglese. Al termine del download aprite il file scaricato per avviare l'installazione del programma. Cliccate su Next > per continuare l'installazione. Adesso verrà verificato se avete già installato il java SDK nel vostro computer. Se è già installato, vi verrà mostrato l'avviso che è già installato altrimenti dovrete scaricarlo. Cliccate su Next > e scegliete la cartella d'installazione dell'SDK, quindi cliccate su Next >. Cliccate su Next > e scegliete la cartella del Menu Start. Cliccate Install e verrà dunque installato l'Android SDK. Al termine dell'installazione cliccate su Finish e attendete l'avvio dell'SDK.
  • 2
     
    Occorrente
    • Android SDK
    • ADB
    • Applicazione da installare (*.apk)
    • Smartphone Android
    • Debug USB Attivato
    Approfondimento
    All'avvio del programma verranno visualizzati i pacchetti già installati e verranno caricati i pacchetti installabili da internet. Al termine del caricamento verranno visualizzati tutti i pacchetti installabili. Spuntate la casella Extras per far avviare il download di ADB; dei driver USB universali per i dispositivi Android; ed il supporto per Android, insieme ad altre librerie. Cliccate su Install 9 Packages... per far avviare l'installazione dei pacchetti selezionati. Verranno mostrate le licenze relative ad ogni pacchetto scelto e vi sarà chiesto di Accettare le condizioni di utilizzo di ogni pacchetto. Potrete farlo cliccando su Accept All a destra della finestra aperta. Cliccate su Install per far avviare il download e la relativa installazione dei pacchetti selezionati. Al termine dell'installazioen recatevi nella cartella "C:\Program Files\Android\Platform-tools" e assicuratevi che siano presenti i files "ADB.exe"; "AdbWinApi.dll"; "AdbWinUsbApi.dll". Copiate questi tre file in una cartella insieme al file da installare (.apk)! Se in alternativa non avete molto tempo potrete scaricare un pacchetto contenente ADB da qui!
  • Leggi anche: Come Emulare Android Sul Pc (CLICCA QUI)
  • 3 A questo punto prendete il vostro smartphone e aprite l'applicazione Impostazioni. Da qui andate nella sezione Applicazioni quindi su Debug e spuntate la casella Debug USB per attivarlo. A questo punto collegate il vostro smartphone al computer tramite il cavetto USB. Al computer cliccate su Start e, se siete su Windows Vista/7 scrivete nel menu start "cmd" e cliccate invio per aprire l'MS-DOS. Se invece siete su Windows XP o precendenti cliccate su start quindi su esegui e scrivete il comando "cmd". Se la vostra cartella si trova nel desktop scrivete il comando "cd Desktop", e successivamente il comando "cd NOMECARTELLA". Adesso digitate il comando "adb devices". Quindi appariranno una serie di numeri e lettere che identificano il vostro smartphone e accanto la scritta device che identifica una periferica. Adesso guardate il nome dell'applicazione da installare (nel mio caso ShootMe.apk). Digitate quindi il comando "adb install nomedelfile.apk" e premete Invio! Dopo qualche secondo l'applicazione sarà automaticamente installata. Potete verificare naturalmente andando a vedere nel menu del vostro smartphone la presenza dellìapplicazione scelta.
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11 aprile 2012 3 11 /04 /aprile /2012 10:18
Prontuario Accordi

  Fa#m                 Sim

Piangerai  come pioggia tu piangerai

      Mi                                  LA                     

e te ne andrai come le foglie col vento d’autunno triste tu

       Do#m

te ne andrai

      Sim            Do#m                 Fa#

certa che mai ti perdonerai ma si sveglierà

                                               Si

il tuo cuore in un giorno d’estate rovente in cui sole sarà

     Sol#m                  

e cambierai la tristezza dei pianti in

                  Do#  

sorrisi lucenti tu sorriderai …

      Fa#m

e arriverà

                                         Si    Si7

il sapore del bacio più dolce e un abbraccio ti scalderà

  Sol#m           Do#               Do#

Arriverà una frase e una luna di quelle

             Fa#

che poi ti sorprenderà

      Mibm

Arriverà

  Si                                           Sim

la mia pelle a curar le tue voglie la magia delle stelle

 

Fa#m                 Sim

penserai che la vita è ingiusta e

Mi                                  LA        

piangerai e ripenserai alla volta in cui ti ho detto no

    Do#m

non ti lascerò mai

   Sim            Do#m                 Fa#

poi di colpo il buio intorno a noi ma si sveglierà                                      Si

il tuo cuore in un giorno d'estate rovente in cui sole sarà

    Sol#m                  

e cambierai la tristezza dei pianti in

                  Do#  

sorrisi lucenti tu sorriderai …

      Fa#m

e arriverà

                                         Si    Si7

il sapore del bacio più dolce e un abbraccio ti scalderà

  Sol#m           Do#               Do#

Arriverà una frase e una luna di quelle

             Fa#

che poi ti sorprenderà

      Mibm

Arriverà

la mia pelle a curar le tue

voglie la magia delle stelle

la poesia della neve che cade e rumore non fa

la mia pelle a curar le tue voglie

la poesia della neve che cade e rumore non fa

 
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11 aprile 2012 3 11 /04 /aprile /2012 10:13
In un'epoca di strapotere del formato digitale, nella quale l'mp3 ha preso ormai il sopravvento su qualsiasi altra forma di diffusione della musica, il disco in vinile può sembrare come un antico dinosauro, passato ormai di moda e inservibile. Invece ne esiste un florido mercato e certi pezzi, se debitamente conservati, negli anni possono aver preso valore.
  • 1
    Come Maneggiare Un Disco In Vinile
    Quindi attenzione ai vecchi scatoloni in cantina o in soffitta: potrebbero contenere veri e propri tesori, magari abbandonati là nella polvere dai nostri genitori o dai nostri nonni. Ovviamente quello che ci serve sapere è in che stato si sono conservati questi dischi e soprattutto come possiamo fare per maneggiarli senza rischiare di fare danni, perchè il vinile è un materiale di grande fascino, ma anche altrettanto fragile rispetto a un cd.
  • 2 Prima regola da seguire accuratamente: evitiamo di toccare il disco con le dita sporche o unte, ma anche con qualsiasi tipo di oggetto che possa graffiare o macchiare il vinile, come per esempio un anello, un piercing sporgente, una sigaretta o anche unghie particolarmente lunghe. Segnare la superficie del disco è davvero un attimo, e questo significherebbe comprometterne il funzionamento. Evitiamo anche, eventualmente, di spolverarlo in maniera troppo energica o con una superficie ruvida (es. una spugna).
  • 3 Per prendere in mano un disco, quindi, facciamo attenzione a non toccarne mai i solchi: i punti giusti su cui tenere le mani sono il centro, dove c'è generalmente l'etichetta con il titolo o i titoli delle canzoni contenute, e gli estremi bordi del vinile, dove non è inciso nulla. Anche per farlo partire nel giradischi, l'avvertenza è la medesima: abbiate cura di come e dove appoggiate la puntina, è un'operazione da effettuare con dolcezza e senza fretta.
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11 aprile 2012 3 11 /04 /aprile /2012 10:11
Questa piantina molto appezzata per la fioritura e la quantità di fiori è una specie annuale, ma il tipo di Alyssum spp riunisce anche le specie perenni. Questa pianta, molto adattabile versatile, ha richiamato l'attenzione dei giardinieri fin dal XVIII secolo, sia per la facilità di coltivazione, sia perché è un pianta mellifera, che richiama cioè le api. In questa mia breve guida ti indicherò come coltivare questa bellissima pianta da fiore.
  • 1
    Come Coltivare L'Alisso
    In genere conta circa un centinaio di specie, diffuse nel bacino del mediterraneo nell'Europa, fino alla Russia meridionale e nell'Asia minore e centrale. L'alisso prospera in ogni terreno, purché sia esposto al sole e alla luce. Ti ricordo che ama i luoghi sassosi e cresce anche nelle crepe dei muri ma muta caratteristiche e intensità del colore dei fiori, a seconda del terreno e del clima in cui si trova.
  • 2 Questa pianta, appartiene alla famiglia delle Cruciferae e il suo strano nome deriva dal greco e significa senza rabbia. Infatti, nell'antichità, si credeva che le virtù dell'Alisso permettessero di guarire da questa malattia, allora moto frequente, trasmessa dal morso di cani selvatici, ma purtroppo non è così. L'alyssum maritimum, detto anche odoroso per l'intenso profumo che emette in fioritura, devi seminarlo in primavera, con un procedimento simile a quello dell'Agerato.
  • 3 La fioritura inizia a giugno. I piccoli fiori, come ti ho accennato profumatissimi, sono riuniti in recami apicali e coprono letteralmente la vegetazione. A seconda della varietà, il colore delle corolle può essere bianco, rosa carico o violetto. Per ottenere una buona fioritura, le piante devi cimarle, man mano che fiori appassiscono. Per quanto riguarda le annaffiature devono essere moderate, ma ogni giorno. La concimazione la devi effettuare mensilmente in copertura e quindi settimanalmente con un concime liquido. Non devi dimenticarti che la duplicazione avviene solo per seme, quindi non dimenticarti di raccogliere i semi maturi.
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10 aprile 2012 2 10 /04 /aprile /2012 23:55

Con il nome di delfini si indica comunemente un gruppo parafiletico di mammiferi marini appartenenti all'ordine degli Odontoceti e che raggruppa le famiglie Delphinidae (delfini oceanici) e Platanistidae (delfini di fiume), i cui membri generalmente sono di piccole dimensioni.

Il termine "delfino" talvolta viene utilizzato per riferirsi particolarmente alle specie più conosciute: il tursiope ed il delfino comune.

Anche il narvalo e il beluga vengono occasionalmente chiamati delfini, pur essendo classificati nella famiglia Monodontidae. Sono state classificate quasi 40 specie di delfino suddivise in 17 generi. Variano in dimensione da 1.2 m e 40 kg (Cephalorhynchus hectori maui) a 9.5 m e 6 tonnellate (orca). La maggior parte delle specie pesano da 50 a 200 kg.

 

Struttura  

Il delfino è un vertebrato appartenente alla famiglia dei mammiferi. Ha un corpo affusolato, adattato per nuotare velocemente, ed usa la pinna caudale come organo motore. La testa contiene un organo particolare e voluminoso, utilizzato per l'orientamento e la ricerca del cibo. In molte specie le mandibole sono elongate e formano un becco, o rostro, distintivo; per alcune specie, come il tursiope, la bocca assume una curva con un'espressione simile ad un sorriso permanente. In molte specie i denti possono essere molto numerosi, fino a 250. Il cervello del delfino è largo e possiede una corteccia molto strutturata, per complessità paragonabile al cervello umano, anche se non è ancora chiaro per cosa sia utilizzato. La colorazione di base consiste di gradazioni di grigio con il lato del ventre bianco, spesso combinato con linee e macchie con tonalità differenti. La pupilla nell'occhio del delfino ha una figura a forma di cuore. La maggior parte degli odontoceti nuota rapidamente. Le specie più piccole occasionalmente riescono a cavalcare le onde, e i delfini sono spesso visti affiancare le navi e "accompagnarle" nuotando in superficie. I delfini sono anche famosi per le loro evoluzioni acrobatiche fuori dall'acqua. Arrivano a vivere sino a 35 anni.

Nutrizione 

I delfini sono predatori e cacciano le loro prede in velocità. La dentatura è adattata agli animali che cacciano: le specie con molti denti si nutrono prevalentemente di pesci, mentre le specie con becchi più corti e minor numero di denti si nutrono di molluschi (seppie, calamari, polpi e moscardini). Alcune specie di delfini catturano anche crostacei, tra cui i granchi.

Etologia

Fin dall'antichità i delfini sono stati accreditati, nel mar Mediterraneo, di mostrare un'intelligenza superiore a quella normalmente attribuita ai pesci, sia nel proprio gruppo che nei confronti dell'uomo, il che ha creato una precoce e persistente idea della loro socievolezza e li ha posti al centro di culti, miti e rappresentazioni. È ormai noto in effetti che i delfini, come gli altri cetacei, dispongono di un sistema di comunicazione complesso come un vero e proprio linguaggio, fondato non solo sulla capacità di produrre ultrasuoni significanti all'interno del gruppo, ma anche su schemi di movimento utilizzati come segni di comunicazione.

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10 aprile 2012 2 10 /04 /aprile /2012 23:51

Vuoi vedere chi sta guardando il tuo profilo Facebook? Così l’altro giorno Mashable titolava un post in cui faceva intuire di aver trovato il modo di dare una risposta alla domanda delle domande: chi ha visto oggi il mio profilo su Faccialibro? Perché il quesito è meno stupido di quanto possa all’apparenza sembrare: in rete ci si interroga su come farlo da tempo. I trucchi per scoprirlo sono tanti e diversi e il web ne è pieno. L’unica cosa però che si riesce a fare è verificare se una determinata persona ha visitato il nostro profilo.

Ecco ora invece WhoIsLive capace di mostrarci chi sta visitando il nostro profilo. Come? In una barra laterale su cui è possibile anche attivare una chat separata. Per ora funziona su Firefox e Internet Explorer tramite Flash Player, ma presto dovrebbe arrivare anche su Chrome. Basta installarlo e avremo un’ampia sidebar per la chat a fianco dei siti visitati, con l’ elenco delle persone che stanno navigando sulla stessa pagina. Mashable suggerisce di utilizzare questo tool per tenere sotto controllo chi visita il nostro profilo Facebook. Anche questo trucco però non riesce a soddisfare la domanda delle domande: il plugin infatti ci consente di vedere chi è on line su quella pagina solo se sta usando anch’egli WhoIsLive che, al momento, ha poco più di un migliaio di fan su Facebook, tanto per mettere un punto. C’è poi il rovescio della medaglia: usare il plugin significa rendere noto a chiunque visiti una pagina su cui siamo approdati che ci siamo anche noi. Il progetto è stato lanciato martedì da una startup che punta tutto sul desiderio di socializzare della gente, trasformando ogni qualunque pagina web, giornale o blog in un luogo di discussione. Ci riuscirà?

Per quanto riguarda Facebook, tutti i trucchi apparsi in giro finora per vedere chi visita il proprio profilo o si sono rivelati virus o hanno avuto vita breve. Come si legge sul sito, “ Facebook non fornisce applicazioni o gruppi che permettono agli utenti di visualizzare chi ha visitato i profili o le statistiche sulla frequenza con cui un determinato contenuto è stato visualizzato e da chi. Se un'applicazione sostiene di poter offrire questa funzionalità, ti invitiamo a segnalarla”. Perché? Motivi ufficiali non ce ne sono. Proviamo a indovinare. Intanto la privacy: che profili guardo sono affari miei. Non è detto neppure che Facebook raccolga queste informazioni. Dalla risposta alla domanda “Come faccio a vedere chi visita il mio profilo? Esiste un gruppo o un'applicazione che sostengono di poter vedere chi visita il profilo?” pare però di intuire che lo faccia. Lo scopo, se c’è, è probabilmente rivendere queste informazioni a livello commerciale. Un esempio: sapere chi visita il profilo di una griffe consentirebbe a questa di inviare informazioni pubblicitarie a quell’utente.

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10 aprile 2012 2 10 /04 /aprile /2012 23:46
Copiare un CD con Nero

INTRO: Ci Sono molti buoni motivi per duplicare un CD: fare copie di sicurezza della nostra raccolta di musica, fare copie per avere a disposizione un disco nella casa delle vacanze, quando ci spostiamo in macchina e vi dicendo. Fino a che resta privata, la copia di CD è assolutamente legale. Ecco come copiare un CD audio con Nero.

Avviamo Nero Burning Rom e prepariamo i nostri due CD: Chiameremo il primo Disco originale e il secondo CD Vergine. Si apre una finestra intitolata NUOVA COMPILATION. Per rendere semplice la masterizzazione, usiamo una procedura guidata: clicchiamo sul pulsante nero Express.

 

 

 

Nella seconda finestra, dobbiamo scegliere il tipo di dati da masterizzare. Per copiare un CD musicale, scegliamo prima Musica e poi CD Audio. Clicchiamo sulla freccia nel menu sotto alla voce QUALE MASTERIZZATORE USARE? e scegliamo il nome del nostro masterizzatore seguito dalla voce CD-R/RW.

 

Nella finestra che si apre dobbiamo aggiungere i file che vogliamo copiare. Possiamo cliccare sul pulsante AGGIUNGI oppure trascinare i file nella finestra da ESPLORA RISORSE oppure dalle RISORSE DEL COMPUTER.

 

 

 

 

 

Dato che dobbiamo copiare l'intero contenuto del CD audio, clicchiamo sul pulsante AGGIUNGI. A sinistra nella finestra che si apre, clicchiamo sulla voce RISORSE DEL COMPUTER e selezioniamo il CD da copiare, poi clicchiamo sul pulsante AGGIUNGI nella parte bassa della finestra.

Se si apre una finestra che ci chiede se vogliamo scaricare da internet le informazioni sui brani, colleghiamoci alla rete e clicchiamo su SI. Dopo, qualche istante ci viene mostrato, oltre al nome dell'artista, l'elenco dei brani contenuti nel CD audio. Si avvia la procedura di lettura dei file.

 

 

 

 

 

 

A destra nella finestra, abbiamo la possibilità di selezionare due opzioni. Possiamo cliccare su NORMALIZZA TUTTI I FILE AUDIO, se vogliamo che le canzoni abbiano un livello di volume uniforme oppure cliccare accanto alla voce NESSUNA PAUSA TRA I BRANI. Clicchiamo sul pulsante avanti. Nella finestra successiva possiamo scegliere la velocità di scrittura sul CD vergine. Dobbiamo tenere presente due particolari molto importanti: la velocità massima raggiungibile dal masterizzatore e, soprattutto, la velocità massima supportata dal CD vergine. La prima indicazione è scritta sulla parte frontale del masterizzatore. Per esempio, un masterizzatore 52 x 24 x 52 potrà masterizzare dati a una velocità massima di 52 x cioè 7.800 KB/s. Per avere copie più affidabili, è meglio selezionare una velocità inferiore. L'altra indicazione riguarda la velocità massima supportata dal CD vergine: la troviamo indicata sull'etichetta. Ora clicchiamo sul pulsante SCRIVI.

Il processo di masterizzazione si avvia pazientiamo un pò e seguiamo le varie fasi nella finestra del processo di scrittura. La prima barra ci mostra quanta parte della memoria tampone viene usata da Nero, mentre la seconda indica la progressione della masterizzazione che, nell'immagine qui sopra, è arrivata quasi al 97%.

 

 

 

Terminata la masterizzazione compare un messaggio che ci comunica che il processo è andato a buon fine. Clicchiamo sul pulsante OK. Torniamo all'interfaccia di Nero Burning e clicchiamo sul pulsante ESCI. Il nostro CD audio e stato copiato perfettamente.

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10 aprile 2012 2 10 /04 /aprile /2012 23:40
l Mercato del Lavoro in Spagna

Come è noto, sin dalla sua entrata nell’UE nel 1984, la Spagna ha notevolmente sviluppato il proprio settore dell’economia e delle infrastrutture.
Molti sono i settori in forte espansione e dalle ultime ricerche emergono dati che suggeriscono una forte crescita della domanda di lavoratori qualificati e specializzati.

 
 
   
I due settori, turistico e dei servizi, complementari tra loro, stanno conoscendo una crescita inarrestabile. Aree un tempo isolate, soprattutto nelle regioni interne, stanno oggi emergendo con nuove infrastrutture come scuole, negozi, ospedali, trasporti e altro. Queste infrastrutture hanno in particolare un duplice obbiettivo, quello di servire la popolazione locale, migliorando la vivibilità dei luoghi, ed i turisti. 


Economicamente i settori trainanti sono, senza sorprese, quello turistico e dei servizi in genere. In relazione al settore dei servizi, concentrato in particolare nelle regioni di Madrid e Barcellona, vediamo che le società spagnole delle telecomunicazione o del credito come la ‘Telefonica’ o quelle di bancarie come ‘BBVA’ e ‘BSCH’ risultano avere assunto una posizione dominante in Europa e non solo. Il settore turistico è sviluppato in particolare lungo le coste (Costa del Sol, Barcellona) e nelle isole (Baleari e Canarie) ma in generale il turismo va molto bene in tutte le città più grandi, nelle città universitarie ed anche nel nord (dove oltre a natura e storia si è sviluppato il turismo culturale generato dal museo Guggenheim).

 

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29 marzo 2012 4 29 /03 /marzo /2012 12:58


Per operare in borsa è necessario essere titolari di un conto trading. In questo articolo verranno elencati alcuni criteri di valutazione per la scelta tra le offerte disponibili sul mercato.

 

Il trading è un'attività che richiede tempo e risorse: non ci si può improvvisare trader! Per tale motivo è importante fare un'auto analisi per stabilire se si vorrà fare qualche investimento a tempo perso oppure se ci sia l'intenzione di intraprendere questo lavoro in modo serio e professionale. Nel primo caso sarà sufficiente richiedere alla propria banca - presso la quale si ha già aperto un conto corrente - di essere abilitati al conto titoli, oppure fare una richiesta in tal senso attraverso l'home banking. La maggior parte dei conti correnti abilitati al trading consente l'acquisto e la vendita di azioni online.
Nel secondo caso è preferibile aprire un conto trading presso una banca di investimento (o broker) che dia la possibilità di operare attraverso una piattaforma professionale, dotata di book verticali e di grafici in tempo reale per analizzare costantemente i mercati finanziari.

 

 

Le banche indicate nel precedente paragrafo non forniscono lo strumento fondamentale per un trader: la piattaforma di trading. Vediamo quali sono gli elementi necessari che una banca online deve offrire nell'apertura di un conto di trading:
1) book verticali di negoziazione (un minimo di tre) con profondità di mercato a 10 livelli;
2) grafici tick by tick con storico daily di almeno 10 anni;
3) wachlist dei principali mercati mondiali;
4) call centre dedicato al trading per ovviare a possibili guasti tecnici delle piattaforme;
5) chiarezza nella procedura di deposito dei capitali presso solide banche depositarie.
Tra le principali banche italiane che offrono questi servizi troviamo fineco online bank, banca sella, intesatrade ed iwbank.
Scegliendo una banca italiana vige il regime del risparmio amministrato, pertanto il capital gain verrà calcolato direttamente dalla banca presso cui si ha aperto il conto. Se si preferisce seguire il regime della dichiarazione per il pagamento della tassa sul capital gain si dovranno scegliere banche estere: web bank, con la sua piattaforma T3, oppure saxobank, activetrades o altri brokers esteri.

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