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14 dicembre 2011 3 14 /12 /dicembre /2011 22:00

IL TEOREMA DI PITAGORA

Enunciato

In un triangolo rettangolo, l'area del quadrato costruito sull'ipotenusa è equivalente alla somma delle aree dei quadrati costruiti sui due cateti. 

 

Dato un triangolo rettangolo di lati a, b e c, ed indicando con c la sua ipotenusa e con a e b i suoi cateti, il teorema è espresso dall'equazione:

Descrizione: a^2 + b^2 = c^2\,

o, in alternativa, risolvendolo per c:

Descrizione: \sqrt{a^2 + b^2} = c. \,

Da cui si ricavano i rispettivi cateti:

 

Descrizione: \sqrt{c^2 - b^2} = a. \,

e

Se la terna a,b,c è costituita da numeri interi essa si chiama terna pitagorica.

Inversamente, ogni triangolo in cui i tre lati verificano questa proprietà è rettangolo: questo teorema, con la sua dimostrazione, appare negli Elementi immediatamente dopo il teorema di Pitagora stesso.

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13 dicembre 2011 2 13 /12 /dicembre /2011 10:34

La circonferenza è una figura geometrica definita come il luogo dei punti del piano equidistanti da un punto, ovvero il centro. E' possibile dividere la stessa in più parti uguali. Vediamo in questa semplice guida come effettuarne la divisione in 3 parti.

 

 
  • 1 Individua un punto "O" a caso sul tuo foglio di lavoro. Questo sarà il centro della circonferenza su cui andrai a lavorare. Allo stesso modo individua un altro punto qualsiasi, denominandolo "A", che sarà un punto attraverso cui passerà la circonferenza. Punta in "O" con apertura "OA" e traccia quest'ultima, unendo i punti "O" ed "A" con una retta continua all'interno della circonferenza, e tratteggiata al di fuori.
  • 2
     
    Occorrente
    • Foglio bianco
    • Matita e righello
    • Compasso
    • Penna a china
    i
    Individua un secondo punto sulla circonferenza, denominandolo come punto "B". Punta su quest'ultimo il compasso, con apertura "BO" e traccia "a linee tratteggiate" una seconda circonferenza. Queta incontrerà la precedente in 2 punti. Nominali come "C" e "D". Per comprendere meglio il tipo di figura che ti troverai davanti osserva la seguente immagine.
  • Leggi anche: Come costruire una rotazione con 4 lunette (CLICCA QUI)
  • 3 In questo modo hai ricavato 2 ulteriori punti sulla "circonferenza principale". Unisci il punto "A" con "C", il punto "C" con "D" ed il punto "D" con "A". In questo modo hai "inscritto" all'interno della circonferenza stessa un triangolo equilatero, i cui vertici sono i 3 punti individuati. Al contempo, però, hai diviso la circonferenza in 3 archi di ugual misura, ovvero quelli evidenziati in figura: gli archi "AC", "CD" e "AD".
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12 dicembre 2011 1 12 /12 /dicembre /2011 10:50

1.     Un problema di cui l’umanità si è resa conto, purtroppo, da poco tempo è la distruzione dell’ambiente, che mette a rischio la nostra stessa specie su questo mondo che a poco a poco stiamo annientando. L’ambiente è qualcosa che funziona insieme, un organismo, nel quale un singolo intervento locale ha conseguenze sull’intero sistema, poiché vari elementi sono collegati tra loro.                                     

     Quest’equilibrio se si rompe l’intero sistema viene distrutto.

2.     Pensavamo che tutte le energie dell’ambiente fossero rinnovabili, ma adesso ci siamo resi conto che il petrolio e tutte le energie non rinnovabili prima o poi finiranno, quindi si e pensato di sfruttare il sole per creare energia, con i pannelli solari, il vento,l’acqua tutte energie che ci saranno per sempre.

3.     Spero che quest’equilibrio dell’ambiente si possa ristabilire e che presto tutti possano usare energie rinnovabili che non distruggono il nostro pianeta.

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11 dicembre 2011 7 11 /12 /dicembre /2011 22:17

Il questionario del censimento 2011,  servirà a scattare una fotografia dell'Italia, capire quanti siamo ma anche come sono composte le singole famiglie, quanto è il reddito medio o quali sono le abitudini. Già altre 14 volte gli italiani hanno risposto a domande di questo tipo, ma è la prima volta che si potrà fare on line. A partire dal 9 ottobre, utilizzando una password stampata sulla prima pagina del questionario, si potrà rispondere tramite l'apposito sito dell'Istat attivo dall'8 ottobre. Oppure si può continuare a utilizzare il modello cartaceo da consegnare agli uffici postali o nei centri di raccolta designati dal Comune. Secondo le stime dell'Istat verranno coinvolte 25 milioni di famiglie per un totale di 60 milioni di persone, sulla base dei dati anagrafici 2010: un lavoro che coinvolgerà 60mila rilevatori (prima erano 100mila: la riduzione è da attribuire all’evoluzione tecnologica) e 8mila uffici censimento, oltre a comuni e prefetture. Una macchina organizzativa non da poco, quindi, che costerà  590mila euro, ovvero 10 euro per abitante (per fare un confronto: il censimento Usa costa 34,4 euro pro capite, quello in Gran Bretagna 8,7 euro).

Ma a cosa serve un censimento? I dati raccolti servono per definire i cambiamenti in atto nel Paese e orientare le politiche economiche, sociali ed ambientali. Rispondere è obbligatorio, come prevede l’art. 7 del decreto legislativo 322/1989, ma si può  non rispondere alle domande su dati sensibili, ovvero ai quesiti sulle difficoltà incontrate nello svolgere alcune attività della vita quotidiana a causa di problemi di salute. Per compilare il questionario c'è tempo fino al 20 novembre: le informazioni fornite vengono tutelate dalla privacy (legge n. 196 del 2003) e dal cosiddetto "segreto statistico", ovvero dall'obbligo alla segretezza per chi elabora i questionari e i suoi risultati. Gli italiani rispondono a questo appello ogni 10 anni ed è sulla base delle risposte date che, per esempio, vengono ripartiti i seggi nelle elezioni, si determina la necessità di ospedali, farmacie e servizi sanitari, viene valutata la differenza tra un territorio all'altro. Il censimento delle abitazioni, incluso nel questionario, è utile alla protezione civile per valutare i rischi sismici o per predisporre i piani di evacuazione in caso di emergenza. Insomma, si gettano così le basi per tutte le ricerche statistiche.

Ambiente e tecnologia. Sono i due ambiti in cui per la prima volta indaga il questionario, che presenta quesiti sul tipo di combustibile o energia usati per il riscaldamento, l'eventuale presenza di impianti a energia rinnovabile o di aria condizionata, ma anche sulla disponibilità di cellulari e connessioni internet. Le versioni del questionario sono due: quella completa, con 84 quesiti, che viene inviata nei Comuni di minori dimensioni e a un campione di famiglie per i Comuni più grandi, mentre tutti gli altri ricevono la versione ridotta, con 35 domande. Per chi ha dubbi l'Istat ha messo a disposizione un numero verde (800-069-701), attivo dal 1° ottobre e nelle città più grandi vengono attivati i Census point, dove si possono chiedere informazioni. Inoltre è possibile avere informazioni sul censimento sulle pagine Istat dei social network (Twitter, YouTube, SlideShare).

Le scadenze. I questionari arriveranno nelle case entro il 22 ottobre (se qualcuno ancora non l’avesse ricevuto, quindi, non si preoccupi) e deve essere restituito compilato (o compilato sul web) entro il 22 novembre. Tra il 21 novembre e il 29 febbraio 2012 i Comuni inviano i rilevatori per recuperare questionari non restituiti, rilevare le famiglie non presenti nelle liste anagrafiche e le convivenze (ospedali, alberghi, conventi, etc.), gli edifici e le abitazioni non occupate. A partire dalla fine di marzo 2012 si avranno i primi risultati, ma è solo nel 2014 che saranno concluse le statistiche.

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11 dicembre 2011 7 11 /12 /dicembre /2011 22:12

Nella teoria musicale, la scala maggiore è una delle scale musicali (ed in particolare una delle scale diatoniche) eptafoniche (ovvero composta da sette suoni lungo un intervallo di ottava), il cui modo è individuato dalla sequenza di intervalli mostrata qui di seguito (i gradi della scala sono indicati con i numeri romani):

 I II III IV V VI VII I (VIII) Tono Tono Semit. Tono Tono Tono Semit. 

A partire da una qualsiasi nota è possibile costruire la scala maggiore corrispondente scegliendo le rimanenti note tra le dodici possibili contenute in un'ottava in modo da rispettare la successione di intervalli suindicata. A partire dalla nota Do, ad esempio, si ottiene la scala di Do maggiore:

C maj.png

Vista come successione di otto suoni (sette più la prima un'ottava sopra), ogni scala eptafonica può essere suddivisa in due gruppi di quattro suoni, detti tetracordi. Nel caso della scala maggiore entrambi i tetracordi (Do-Re-Mi-Fa e Sol-La-Si-Do), separati da un intervallo di un tono, sono individuati dalla sequenza di intervalli in ordine ascendente tono - tono - semitono come qui di seguito mostrato:

 Do Re Mi Fa Sol La Si Do tono tono semitono tono tono tono semitono 

Sulla tastiera del pianoforte, la scala maggiore più semplice è quella di Do. È l'unica scala maggiore che usa solo i tasti bianchi della tastiera, e quindi non ha alterazioni (diesis o bemolli) in chiave.

Quando si scrivono le scale maggiori (e quelle minori), ogni riga e spazio sul pentagramma deve essere riempito, e nessuna nota può avere più di un'alterazione. Questo fa sì che l'armatura di chiave abbia solo diesis oppure solo bemolli; le normali scale maggiori non usano mai entrambe le alterazioni.

La scala maggiore equivale al modo ionico.

 

Costruire le scale maggiori 

Analisi delle scale maggiori con diesis 

Scale e armature di chiave sono strettamente connesse. È necessario costruire una armatura di chiave - che consiste di una serie di diesis o bemolle - per sapere quali note ci sono in una certa scala maggiore. Un modo facile e istruttivo, ma noioso, per scrivere le alterazioni in chiave della scala voluta, è quello di usare la sequenza tono/tono/semitono/ecc. spiegata in precedenza. Se scegliamo di scrivere la scala in Re maggiore, sappiamo che la scala comincia con un Re. La nota seguente sarà un tono sopra - un Mi. La nota ancora dopo sarà un tono sopra il Mi. Poiché il Fa è solo un semitono più in alto del Mi (sulla tastiera del pianoforte non c'è un tasto nero tra queste due note), è necessario alzare il Fa e farlo diventare un Fa diesis per raggiungere la differenza di un tono tra le note. Si può continuare fino a creare l'intera scala con tutti i diesis (o bemolle, a seconda della scala) al posto giusto.

Un modo più semplice per costruire le scale si ottiene analizzando la serie completa delle scale maggiori. Partendo dalla scala di Do maggiore, non ci sono diesis o bemolle. Se si crea una scala maggiore sulla quinta di Do maggiore - Sol maggiore - si avrà un Fa#. Se si crea una scala maggiore sulla quinta di Sol maggiore - Re maggiore - si dovranno mettere in chiave due alterazioni: un Fa# e un Do#. Continuando la sequenza si ottiene:

 Do maggiore - 0 diesis Sol maggiore - 1 diesis - Fa# Re maggiore - 2 diesis - Fa# Do# La maggiore - 3 diesis - Fa# Do# Sol# Mi maggiore - 4 diesis - Fa# Do# Sol# Re# Si maggiore - 5 diesis - Fa# Do# Sol# Re# La# Fa# maggiore - 6 diesis - Fa# Do# Sol# Re# La# Mi# Do# maggiore - 7 diesis - Fa# Do# Sol# Re# La# Mi# Si# 

In questa tabella si può vedere come per ogni nuova scala (che inizia sulla quinta della precedente) è necessario aggiungere un nuovo diesis. L'ordine dei diesis che devono essere aggiunti è il seguente: Fa#, Do#, Sol#, Re#, La#, Mi#, Si#.

Se si osserva attentamente, l'ultima alterazione si aggiunge alla tonica (la prima nota) della scala costruita due quinte indietro (in questa tabella, due righe più in alto). Una regola utile da usare per riconoscere le scale maggiori con i diesis è che la tonica è sempre un semitono sopra l'ultimo diesis.

Analisi delle scale maggiori con bemolle

Una tabella simile può essere costruita per le scale maggiori che contengono bemolli. In questo caso ogni nuova scala comincia sulla quinta sotto la precedente (il che equivale a una quarta sopra):

 Do maggiore - 0 bemolle Fa maggiore - 1 bemolle - Sib Sib maggiore - 2 bemolle - Sib Mib Mib maggiore - 3 bemolle - Sib Mib Lab Lab maggiore - 4 bemolle - Sib Mib Lab Reb Reb maggiore - 5 bemolle - Sib Mib Lab Reb Solb Solb maggiore - 6 bemolle - Sib Mib Lab Reb Solb Dob Dob maggiore - 7 bemolle - Sib Mib Lab Reb Solb Dob Fab 

Si può riconoscere una sequenza simile alla precedente: ogni nuova scala mantiene i bemolle della precedente e ne aggiunge uno dalla sequenza: Sib, Mib, Lab, Reb, Solb, Dob, Fab. È l'inverso della sequenza dei diesis data in precedenza.

Anche in questo caso c'è una relazione tra la tonica e gli accidenti: la tonica corrisponde al penultimo bemolle.

Il circolo delle quinte

Le informazioni ricavate dall'analisi delle scale possono essere utilizzate per la costruzione del circolo delle quinte:

Circolo delle quinte.JPG

È un modo utile per trovare le alterazioni di chiave delle scale maggiori. Partendo dal Do in alto e proseguendo in senso orario, ogni nota rappresenta una scala, una quinta sopra la nota precedente. Questo significa che ogni nuova scala (in senso orario) richiede un diesis in più nell'armatura di chiave. Il numero di diesis da aggiungere dipende dalla distanza dal Do in alto, e si possono leggere a partire dal Fa. Per esempio, per sapere quanti e quali diesis si devono usare in una scala di Mi maggiore, vediamo che Mi dista quattro note da Do - quindi ci servono quattro diesis. Questi diesis sono (partendo da Fa): Fa#, Do#, Sol#, Re#. Se in chiave si leggono 5 diesis, basta contare 5 dall'alto per arrivare a Si: è la scala di Si maggiore.


In maniera simile si possono trovare le alterazioni con i bemolle. Ogni nota a partire dal Do in alto, ma proseguendo questa volta in senso antiorario, rappresenta una nuova scala, e la posizione della nota indica quanti bemolle ha. I bemolle si trovano in senso antiorario a partire da Sib: Sib è a due note di distanza da Do, quindi ha due bemolle: Sib e Mib.

Proprietà armoniche 

La scala maggiore ha proprietà armoniche uniche:

  • consente di costruire triadi maggiori o minori, sia stabili che consonanti, su ogni grado della scala escluso il settimo;
  • presenta una quinta diminuita nell'accordo di settima costruito sul quinto grado, la dominante;
  • il settimo grado è definito sensibile, in quanto dista di un semitono dalla tonica;
  • di quasi tutte le note della scala esiste la quinta giusta in ogni direzione, con le eccezioni della quinta sopra il settimo grado e della quinta sotto il quarto grado.
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11 dicembre 2011 7 11 /12 /dicembre /2011 22:06

Biografia

Infanzia

Figlia della psicoterapeuta ed ex-modella tedesca Nena von Schlebrügge - già moglie di Timothy Leary, nata in Messico da padre tedesco e da madre svedese - e del celebre professore statunitense Robert Thurman - uno dei massimi esperti mondiali di buddhismo, autore e traduttore di numerosi libri sul buddhismo tibetano - la Thurman è cresciuta con i suoi tre fratelli, Dechen, Ganden e Mipam. Il suo secondo nome, Karuna, significa "compassione", "misericordia" nel Buddhismo Mahāyāna. Durante gli anni trascorsi alla scuola media, Uma viene spesso emarginata dai coetanei, che la prendono in giro per il suo carattere anticonformista e la sua fantasia spesso non apprezzata. Ha frequentato la Professional Children's School di New York City, ma all'età di 15 anni, dopo aver partecipato a una recita scolastica in cui interpretava un fantasma, decide di intraprendere la carriera di attrice e abbandona i banchi di scuola (per mantenersi all'inizio lavorava come modella e indossatrice).

Esordi 

Il suo esordio avviene nel 1987 nel film, rivelatosi poi un flop, Laura. Presta anche la voce al film di Hayao Miyazaki, Nausicaä della terra del vento. Il successo arriva l'anno successivo con il film La grande promessa e con Le relazioni pericolose di Stephen Frears, girato insieme a John Malkovich, Glenn Close e Michelle Pfeiffer ed un giovanissimo Keanu Reeves.

Carriera 

La sua carriera prosegue al fianco di Gus Van Sant, che la sceglie come protagonista per il surreale e nostalgico Cowgirl - Il nuovo sesso, pellicola tratta da un celebre romanzo di Tom Robbins. Il film, nonostante l'originalità e la scelta degli attori, si rivelò un disastro al festival di Venezia del 1993 e venne riproposto da Van Sant l'anno successivo, rimontato e con una dedica a River Phoenix, morto tragicamente nel frattempo. Nel corso dei primi anni novanta l'attrice si cimenterà anche in ruoli meno grotteschi e più biografici (la sensuale moglie lesbica di Henry Miller nel cupo Henry e June, di Philip Kaufman, con Maria De Medeiros e Fred Ward), comici (la deliziosa ragazza contesa da Robert De Niro e Bill Murray ne Lo sbirro, il boss e la bionda), noir (la misteriosa protagonista de Gli occhi del delitto, con Andy Garcia, la sorella di Kim Basinger in Analisi Finale). Sarà anche un'originale e spavalda lady Marian nel film Robin Hood - la leggenda, del 1991, battuto dal kolossal di Kevin Costner, uscito lo stesso anno.

Nel 1994 ottiene il ruolo che vale la carriera, interpreta la viziata e sexy Mia Wallace nel film cult Pulp Fiction di Quentin Tarantino, ruolo che le frutta una nomination al premio Oscar come "miglior attrice non protagonista" e la vittoria all'MTV Movie Awards.

Uma Thurman al Festival di Cannes 2001

Nella seconda metà degli anni 90 interpreta il ruolo della bellissima Poison Ivy, antagonista spietata nel film Batman e Robin di Joel Schumacher (che la definisce una delle donne più belle del mondo) accanto a George Clooney e Arnold Schwarzenegger, la scienziata innamorata di Ethan Hawke in Gattaca - La porta dell'universo (entrambi i film sono del 1997) e ancora un'intensa Fantine nel settimo adattamento cinematografico de I miserabili, una pettegola e pericolosa giornalista in Un mese al lago, accanto a Vanessa Redgrave e Alessandro Gassmann e l'agente segreto di The Avengers - Agenti speciali con Ralph Fiennes e Sean Connery.

Con Tarantino, del quale è grande amica e "musa ispiratrice", realizza un nuovo film nel 2003, Kill Bill. I due raccontano che mentre giravano le scene di Pulp Fiction, nel 1994, parlavano spesso tra di loro della sceneggiatura di questo film. Si trovarono perfino a parlare del carattere che avrebbe dovuto avere The Bride, la sposa protagonista della pellicola, mentre erano seduti sul tavolo del drive-in anni cinquanta dove Uma e John Travolta, recitando i rispettivi ruoli, ballano scimmiottando i passi resi famosi in tutto il mondo da La febbre del sabato sera. Quentin aveva pensato al personaggio della sposa proprio sul carattere e l'aspetto di Uma.

Dopo il grande successo di Kill Bill, affiancherà nuovamente John Travolta in Be Cool, di F. Gary Gray, sarà accanto a Meryl Streep in Prime, di Ben Younger e a Nathan lane e Matthew Broderick nella coloratissima commedia musicale The Producers - Una gaia commedia neonazista di Susan Stroman, da un soggetto di Mel Brooks. Continua la sua carriera nella commedia romantica con La mia super ex-ragazza di Ivan Reitman nel 2006 e l'anno successivo interpreta l'insolito ruolo di Diana nel misterioso dramma psicologico Davanti agli occhi diretta da Vadim Perelman. Con Un marito di troppo di Griffin Dunne e Motherhood - Il bello di essere mamma, prosegue la sua carriera nella commedia.

Nel 2004 ha prestato la voce ad un personaggio dell'anime di Hayao Miyazaki Nausicaä della Valle del Vento (1984) nel doppiaggio curato dalla Disney.

Dal 2008 è impegnata anche in ambito pubblicitario: Lo stesso anno interpreta vari spot per Mediaset Premium, accanto a Hugh Laurie e Zlatan Ibrahimović. E' testimonial dello slogan promozionale intitolato Mission Zero. Nel 2010 è la testimonial dello spot Alfa Romeo Giulietta e nel 2011 è testimonial della Schweppes.

Ad ottobre 2009 compare sulla copertina di W, fotografata da Steven Klein.

Nel 2011 è membro della giuria del Festival di Cannes 2011. A luglio 2011 sono previste le riprese del film Savages, diretto da Oliver Stone, dove Uma Thurman avrà il ruolo da protagonista femminile. Interpreterà una madre combattiva che lotta per riavere la figlia sequestrata da spacciatori di droga. Il film sarà il terzo interpretato in coppia con John Travolta, dopo Pulp Fiction (1994) e Be cool (2005).

Vita privata

Uma è stata sposata con Gary Oldman dal 1990 al 1992, e con Ethan Hawke dal 1998 al 2005: la coppia ha avuto due figli: una bimba, Maya Ray (8 luglio 1998) e Levon Roan (15 gennaio 2002).

Si sarebbe dovuta sposare nell'estate del 2007 con André Balazs, imprenditore alberghiero di New York, ma la loro storia dopo tre anni di fidanzamento, per reciproche incomprensioni, si è conclusa.

Filmografia

Attrice
Cinema
Televisione 
Spot televisivi 
Produttrice 

Premi e nomination 

Golden Globes 2005 - nomination miglior attrice in un film drammatico per Kill Bill - Volume 2 di Quentin Tarantino;

Golden Globes 2004 - nomination miglior attrice per il film Kill Bill - Volume 1 di Quentin Tarantino;

Golden Globes 2003 - premio miglior attrice miniserie o film tv per il film Gli occhi della vita di Mira Nair;

Golden Globes 1995 - nomination miglior attrice non protagonista per il film Pulp Fiction di Quentin Tarantino;

MTV Movie Awards 1994 - premio

Premio Oscar 1994 - nomination miglior attrice non protagonista per il film Pulp Fiction di Quentin Tarantino.

Doppiatrici italiane

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9 dicembre 2011 5 09 /12 /dicembre /2011 13:06

The Dark Side of the Moon (intitolato Dark Side of the Moon nell'edizione CD del 1993), in italiano "Il lato oscuro della Luna", è un concept album (l'ottavo in studio) del gruppo musicale britannico Pink Floyd, pubblicato il 17 marzo 1973 negli Stati Uniti dalla Capitol Records e il 24 marzo dello stesso anno nel Regno Unito dalla Harvest Records.[3] L'opera nacque dopo numerose sperimentazioni musicali che i Pink Floyd studiarono durante i loro live o registrazioni, ma senza le lunghe parti strumentali che erano diventate una caratteristica peculiare del gruppo dopo l'abbandono nel 1968 di Syd Barrett, membro fondatore e principale compositore e paroliere del gruppo.[2] Tra i temi del concept vi sono inclusi il conflitto interiore, il rapporto con il denaro, il trascorrere del tempo e quello dell'alienazione mentale,[4] ispirato in parte dai disturbi mentali di Barrett.[2]

L'album si sviluppò come parte del tour del 1971, in seguito alla pubblicazione di Meddle, e iniziò a essere pubblicizzato diversi mesi prima dell'inizio effettivo delle registrazioni in studio.[5] Il nuovo materiale venne migliorato e raffinato durante il Dark Side of the Moon Tour, e fu registrato in due sessioni nel 1972 e nel 1973 negli Abbey Road Studios di Londra.[6] I Pink Floyd usarono alcune delle tecniche di registrazione più avanzate dell'epoca, inclusi la registrazione multitraccia e i loop.[7] In molte tracce si usarono sintetizzatori analogici e, in sottofondo, anche una serie di interviste con la band e lo staff tecnico in forma di aforismi filosofici. Il tecnico del suono Alan Parsons contribuì alla realizzazione di alcuni degli aspetti sonori più innovativi, incluso il ticchettìo e lo scoccare degli orologi in Time.[8]

The Dark Side of the Moon fu un successo immediato, mantenne il primo posto della classifica statunitense Top LPs & Tapes per una settimana[9] e vi rimase per altre 741 dal 1973 al 1988.[10] A giugno 2011 ha toccato le 1000 settimane nella classifica US Top Catalog.Con 49 milioni di copie vendute, è quello di maggiore successo dei Pink Floyd e uno dei più venduti della storia.[11] È stato rimasterizzato e ripubblicato in due occasioni, oltre alle varie reinterpretazioni di vari gruppi musicali. Furono estratti due singoli: Money e Us and Them.

Oltre al suo successo commerciale, The Dark Side of the Moon è spesso considerato uno dei migliori album di tutti i tempi, sia dai critici sia dai semplici appassionati.

Nel 2003 è stato pubblicato Classic Albums: Pink Floyd – The Making of The Dark Side of the Moon, film documentario sulla sua realizzazione.[12]

Antefatti 

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Allestimento di The Dark Side of the Moonnel concerto di Roger Waterspresso l'Arena di Veronanel giugno del 2006

Dopo il lancio di Meddle, i membri della band si riunirono nel dicembre del 1971 per un tour in Regno Unito, Giappone e Stati Uniti. Mentre provavano in Broadhurst Gardens, a Londra, avevano in prospettiva la creazione di nuove canzoni.[13] In una riunione a casa del batterista Nick Mason a Camden, il bassista Roger Waters propose di integrare il nuovo album come parte del tour. L'idea di Waters consisteva in un disco trattante temi che «facessero arrabbiare la gente», focalizzandosi sulle pressioni che dovette fronteggiare la band per il suo stile di vita e sui problemi mentali che aveva l'ex-membro del gruppo, Syd Barrett.[14][15][16] Avevano già studiato un'idea simile in The Man and the Journey, un'opera musicale concettuale che suonavano durante i loro concerti del 1969.[17] In un'intervista concessa alla rivista Rolling Stone, David Gilmour disse:[18]

In generale, i quattro membri del gruppo furono d'accordo nell'accogliere l'idea di Waters di un album basato su un unico tema come buona.[18] Il bassista e paroliere principale Roger Waters, il chitarrista David Gilmour, il batterista Nick Mason e il tastierista Richard Wright parteciparono alla composizione e alla produzione del nuovo materiale, e Waters registrò i primi demo nella sua casa di Islington, in un piccolo studio di registrazione allestito in un capanno in giardino.[19] Alcune parti dei nuovi pezzi erano estratti rimasti inutilizzati in passato: l'inizio di Breathe, ad esempio, risale a un lavoro precedente di Waters e Ron Geesin composto per la colonna sonora del documentario The Body,[20] mentre la struttura di Us and Them deriva da una composizione originale scritta per la pellicola Zabriskie Point. La band provò in un magazzino di Londra che apparteneva ai Rolling Stones, poi nel Rainbow Theatre. Inoltre comprarono un nuovo equipaggiamento, inclusi nuovi amplificatori, altoparlanti, una mixer di 28 canali con quattro uscite quadrofoniche e un impianto di luci, per un totale di nove tonnellate di attrezzature trasportate con tre camion.

Nonostante fosse il suo primo tour con un album intero, la band riuscì ad affinare e migliorare il nuovo materiale,[21][22] che già aveva il nome provvisorio di The Dark Side of the Moon (un'allusione più alla follia[23] che all'astronomia).[24] Dato però che il titolo era già stato usato da un'altra band, i Medicine Head, il nome fu temporaneamente cambiato in Eclipse. Il lavoro fu presentato al Dome di Brighton il 20 gennaio del 1972 con questo nome, ma visto lo scarsissimo successo dell'LP omonimo, tuttavia, i Pink Floyd poterono ritornare al titolo originario.[25][26]

250px-Rainbow_theatre_london.jpg
magnify-clip.png

Il Rainbow Theatre di Londra ora è una chiesa.

Dark Side of the Moon: A Piece for Assorted Lunatics, come era conosciuto allora,[17] fu rappresentato in presenza di un gruppo di giornalisti (e altre persone intenzionate a registrarne un bootleg) il 17 febbraio 1972 (più di un anno prima del lancio ufficiale al teatro Rainbow), con critiche molto positive.[27] Michael Wale del The Times descrisse l'opera dicendo che «...fa venire le lacrime agli occhi. È così piena di comprensione e a volte di interrogativi musicali!»,[28] mentre Derek Jewell del The Sunday Times affermò che «L'ambizione dell'intenzione dell'arte dei [Pink] Floyd è enorme».[25]Melody Maker ne fu meno entusiasta: «Musicalmente ci sono grandi idee, ma gli effetti sonori spesso mi lasciavano pensare di essere in una gabbia di uccelli dello zoo di Londra».[29] Il tour a seguire ricevette una grande accoglienza da parte del pubblico. I nuovi pezzi furono riprodotti dal vivo, nello stesso ordine in cui sarebbero poi apparsi nell'album, anche se con chiare differenze come la mancanza di sintetizzatori in tracce come On the Run, e la lettura di versi della Bibbia al posto della voce di Clare Torry in The Great Gig in the Sky.[27]

Il Dark Side of the Moon Tour tra il 1972 e il 1973 in Europa e negli Stati Uniti offrì alla band l'opportunità di migliorare la qualità delle tematiche dell'album.[30] Il 20 gennaio, durante il tour, incominciarono anche le prove negli studi inglesi, anche se in febbraio il gruppo si recò in Francia per registrare la colonna sonora del film La Vallée, diretto da Barbet Schroeder,[31] con una parentesi in Giappone. A questo seguirono date negli Stati Uniti prima che la band tornasse a Londra per cominciare le registrazioni dell'album, dal 24 maggio al 25 giugno. Dopo un'ultima serie di concerti e la pubblicazione di Pink Floyd: Live at Pompeii, la band ritornò in studio il 9 gennaio 1973 per completare l'incisione del disco.[32][33][34]

Concept 

The Dark Side of the Moon nacque dopo numerose sperimentazioni musicali che i Pink Floyd studiarono durante i loro precedenti live o registrazioni, ma senza le lunghe parti strumentali che, secondo il critico David Fricke, erano diventate una caratteristica peculiare del gruppo dopo l'abbandono nel 1968 di Syd Barrett. Il chitarrista David Gilmour, che aveva sostituito Barrett, più tardi avrebbe definito queste strumentali «quella noiosa roba psichedelica».[2] Gilmour e Waters citano Meddle del 1971 come un punto di svolta verso quello che sarebbe poi stato il disco seguente.[2]

I temi dei testi delle canzoni includono l'avarizia, l'invecchiamento, la morte e l'infermità mentale. Quest'ultimo tema prese come ispirazione il deterioramento mentale di Barrett, che era stato il principale compositore e paroliere del gruppo nei suoi primi anni.[2] L'album è conosciuto per l'uso di musica concreta e concettuale e di testi filosofici,[17] come in molti altri lavori della band.

Ogni lato del disco costituisce un'opera musicale continua. Le cinque tracce di ognuno dei due lati rappresentano vari stadi della vita umana. L'album comincia e termina con un suono di battiti cardiaci, esplorando la natura dell'esperienza dell'essere umano e, secondo Waters, «l'empatia».[2]Speak to Me e Breathe insieme pongono un accento sugli elementi mondani e futili della vita, che accompagnano la sempre presente minaccia della pazzia, e l'importanza per ognuno di vivere la propria esistenza - «Non temere di preoccuparti».[35] Spostando la scena in un aeroporto, la strumentale On the Run (in cui è protagonista il sintetizzatore) evoca lo stress e l'ansia provocati dal settore moderno dei trasporti , con particolare riferimento alla paura di volare di Wright.[36]Time tratta del modo in cui il passaggio del tempo può controllare la vita di un individuo e ammonisce con veemenza coloro che sprecano tempo prezioso focalizzandosi sugli aspetti più mondani della vita. A questa traccia segue il tema del ritiro in solitudine e il rifugio nella canzone Breathe (Reprise). La prima parte termina con The Great Gig in the Sky, profonda metafora della morte.[17] La prima traccia del lato B, Money, si prende gioco dell'avarizia e del consumismo, con un testo ironico ed effetti sonori relazionati alla ricchezza, aprendosi con il suono di un registratore di cassa e il rumore di monete sonanti. Money è stata la canzone di maggior successo commerciale dell'album e da allora è stata riproposta da molti gruppi musicali.[37]Us and Them parla dell'etnocentrismo, del confronto e dell'uso di semplici dicotomie per descrivere le relazioni personali. Brain Damage tratta della malattia mentale come risultato del porre la fama e il successo in cima alla lista delle necessità di un individuo. In particolare il verso «And if the band you're in starts playing different tunes» («e se la band in cui sei comincia a suonare diverse melodie») si riferisce allo stato mentale dell'ex-membro Syd Barrett. The Dark Side of the Moon termina con Eclipse, che espone i concetti di alterità e unità, mentre forza l'ascoltatore a riconoscere le caratteristiche comuni a tutti gli esseri umani.[38][39]

Registrazione 

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Entrata principale degli Abbey Road Studios.

The Dark Side of the Moon fu inciso negli Abbey Road Studios in due sessioni tra maggio 1972 e gennaio 1973. Come capo tecnico audio fu assunto Alan Parsons, che aveva già lavorato come assistente in Atom Heart Mother e come ingegnere del suono negli album dei Beatles Abbey Road e Let It Be.[6][40] Durante le sessioni di registrazione si utilizzarono le tecniche più sofisticate dell'epoca: lo studio era in grado di missare fino a sedici tracce, caratteristica che offriva un alto livello di flessibilità, anche se la band arrivò a usare molte più tracce, al punto che dovettero copiare i nastri.[7]

La prima traccia registrata fu Us and Them il 1º giugno, seguita sei giorni dopo da Money, per la quale Waters aveva creato vari effetti sonori sotto forma di loop di oggetti relazionati al denaro, incluse monete lasciate cadere in una scodella di ceramica. Questi effetti vennero recuperati quando il gruppo decise di creare un mix quadrifonico dell'album (Parsons in seguito si rivelò insoddisfatto del risultato a causa della mancanza di tempo e di registratori multitraccia);[40] l'incisione di Time e The Great Gig in the Sky precedette una pausa di due mesi durante la quale i Pink Floyd prepararono un nuovo tour negli Stati Uniti.[41] Questo non fu l'unico periodo di interruzione: Roger Waters, tifoso dell'Arsenal F.C., abbandonava spesso lo studio per andare a vedere giocare la sua squadra del cuore, e tutto il gruppo era solito riposare guardando Monty Python's Flying Circus alla televisione, lasciando Parsons a lavorare col materiale disponibile.[7] Gilmour smentì in un'intervista del 2003 dicendo: «A volte lo guardavamo, ma se eravamo molto occupati continuavamo a lavorare».[42]

Al rientro dagli Stati Uniti nel gennaio 1973, si registrarono Brain Damage, Eclipse, Any Colour You Like e On the Run, mentre venivano messe a punto le parti già pronte. Clare Torry, Lesley Duncan, Liza Strike e Doris Troy furono scelte come voci femminili in Brain Damage, Eclipse e Time, Dick Parry come sassofonista per Us and Them e Money. La band registrò anche materiale visivo con il regista Adrian Maben per Pink Floyd: Live at Pompeii,[43] e una volta terminato il lavoro in studio iniziò una tournée in Europa.[44]

Strumentazione
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Un sintetizzatoreEMS VCS3.

A livello strumentale, The Dark Side of the Moon è conosciuto per gli effetti sonori metronomici in Speak to Me e i loop in apertura di Money. Nick Mason, responsabile della maggior parte degli effetti usati in tutta la discografia dei Pink Floyd, fu accreditato come unico compositore di Speak to Me,[8] brano di introduzione composto con un effetto cross-fade (usato per sovrapporre più parti, abbassando il volume di una mentre sale quello di un'altra) realizzato con frammenti di altre canzoni dell'album. Mason ne creò una prima versione in casa propria prima di realizzare quella definitiva in studio. Per l'inizio di Breathe si servirono di un accordo di pianoforte registrato al contrario;[45] gli effetti sonori di Money vennero alla luce unendo le registrazioni casalinghe di monete tintinnanti di Waters, il rumore di fogli strappati e quelli di un registratore di cassa e di una macchina calcolatrice, per creare un loop di 7 beat.[46] In alcuni casi tutti i tecnici e membri del gruppo dovettero lavorare a tutti i fader contemporaneamente per missare le complicate registrazioni multitraccia di molte delle canzoni, in particolare On the Run.[2]

Insieme alla tradizionale strumentazione rock, i Pink Floyd ricorsero anche all'uso di sintetizzatori (ad esempio un EMS VCS3 in Brain Damage e Any Colour You Like e un EMS Synthi A in Time e On the Run), oltre a suoni originali e inconsueti, come un assistente tecnico che corre nella camera di riverberazione dello studio (On the Run),[47] o una grancassa modificata in modo tale da simulare la frequenza cardiaca di un essere umano. Quest'ultimo è ben distinguibile all'inizio e alla fine del disco, ma si può sentire più sporadicamente anche in Time e On the Run;[2] la traccia audio del ticchettio e lo scoccare simultaneo degli orologi (accompagnati da una serie di rototom) all'inizio di Time fu registrata da Parsons in un negozio di antiquariato. Il risultato fu in parte inserito nell'album, sebbene l'intenzione del tecnico fosse quella di sperimentare il sistema quadrifonico.[8][48]

Voci 

Varie tracce, tra cui Us and Them e Time, sono notevoli per l'abilità che mostrano Richard Wright e David Gilmour nella coordinazione delle loro voci, molto simili secondo Roger Waters.[2] Per trarre vantaggio da ciò, Parsons perfezionò l'uso di tecniche multitraccia sulle voci e le chitarre, in modo che Gilmour potesse praticamente lavorare con se stesso. Inoltre usò effetti flanger e phaser in parti vocali e strumentali, particolari stratagemmi con il riverbero,[2] e lo spostamento dei suoni tra canali (percepibile soprattutto nella versione quadrifonica di On the Run, quando il suono di un organo Hammond B3 riprodotto da un altoparlante Leslie gira velocemente intorno all'ascoltatore).[49]

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Clare Torrynel 2003.

Nei crediti compare Clare Torry, una turnista e compositrice che frequentava spesso gli studi di Abbey Road. Parsons la invitò alle registrazioni dopo aver sentito del materiale pop a cui la ragazza aveva lavorato in precedenza, con l'intenzione di farla cantare in The Great Gig in the Sky; la Torry subito rifiutò l'offerta perché voleva andare a vedere Chuck Berry suonare all'Hammersmith Odeon, ma con il gruppo stabilì che sarebbe passata in studio la domenica seguente. I Pink Floyd le spiegarono il concetto che caratterizzava l'album, ma non seppero dirle quello che avrebbe dovuto fare esattamente. Con Gilmour responsabile di quella sessione Clare Torry improvvisò, in una sola notte, una melodia vocale senza testo che avrebbe accompagnato l'assolo di pianoforte di Richard Wright. All'inizio si sentì imbarazzata per la sua esuberanza in cabina di registrazione e volle scusarsi con la band, ma non si era ancora resa conto che tutti erano rimasti estasiati dalla sua prestazione.[50][51] In seguito si modificò il nuovo materiale per realizzare la versione usata poi nell'album.[18] Clare Torry ricevette un compenso di appena 30 sterline per la sua collaborazione,[50] ma nel 2004 citò in giudizio sia i Floyd che la EMI per le mancate royalty dovutele per il contributo, affermando di essere co-autrice di The Great Gig in the Sky insieme a Richard Wright.

I tribunali di giustizia britannici diedero ragione alla cantante, anche se l'accordo economico al quale giunsero le due parti non fu mai rivelato al pubblico.[52][53] Tutte le edizioni dal 2005 in avanti accreditano The Great Gig in the Sky sia al tastierista dei Floyd che a Clare Torry.[54]

Altra particolare caratteristica di The Dark Side of the Moon sono le voci che si possono sentire lungo tutta l'esecuzione. Durante le registrazioni, Waters reclutò il personale e gli altri presenti nello studio per rispondere ad alcune domande stampate su dei cartelloni: gli intervistati rispondevano davanti a un microfono in una stanza con poca luce,[55] dove gli venivano mostrate una serie di domande prima molto semplici (riguardanti, ad esempio, il colore o il piatto preferito), per poi passare ad altre più complesse attinenti al tema centrale dell'album.

La domanda «quando è stata l'ultima volta in cui sei stato violento?» era seguita immediatamente da «avevi ragione?».[2] Roger "The Hat" Manifold, manager per le tournée dei Pink Floyd, fu l'unico a essere intervistato in modo convenzionale, poiché in quel momento non si trovavano i cartelloni. Quando gli fu chiesto del momento in cui era stato violento con un altro conducente, Manifold rispose «...gli diedi una scossa breve, rapida e potente...» («... give 'em a quick, short, sharp shock ...»), e sul tema della morte affermò: «Vivi oggi, perché domani potresti non esserci più. Questo sono io» («Live for today, gone tomorrow. That's me»).[56]

Un altro tecnico, Chris Adamson, che era in tour con il gruppo, registrò l'accesa discussione che apre l'album con la frase: «Sono stato pazzo per anni, troppi anni» («I've been mad for fucking years, absolutely years»);[57] il road manager della band, Peter Watts (padre dell'attrice Naomi Watts[58]), contribuì con le risate che si sentono in Brain Damage e Speak to Me; il monologo sui «tipi che vagavano in cerca di botte» («geezers who were cruisin' for a bruisin'») fu opera della seconda moglie di Peter, Patricia "Puddie" Watts;[59] le frasi «Io non ho paura di morire, ogni momento è buono, non m'importa. Perché dovrei aver paura di morire? Non ce n'è motivo, prima o poi bisogna andarsene» («I am not frightened of dying, any time will do, I don't mind. Why should I be frightened of dying? There's no reason for it, you've got to go sometime», in The Great Gig in the Sky) e «non c'è nessun lato oscuro della luna, davvero. In realtà è tutta scura» («There is no dark side in the moon, really. As a matter of fact it's all dark», in chiusura del disco) sono del portiere irlandese degli studi di Abbey Road, Gerry O'Driscoll. Furono intervistati anche Paul McCartney e la moglie Linda, ma le loro risposte alla fine non vennero inserite nell'album perché, a detta di Waters, si erano «troppo sforzati di essere divertenti» («trying too hard to be funny»).[60] Henry McCullough, allora con McCartney negli Wings, pronunciò la famosa frase «non lo so, ero veramente sbronzo in quel momento» («I don't know, I was really drunk at the time»), che compare tra Money e Us and Them.[61]

Rifinitura 

Dopo aver terminato le interviste, la band assunse il produttore Chris Thomas per procurarsi «un paio di orecchie fresche». Il suo passato riguardava più il campo musicale che quello dell'ingegneria. Aveva lavorato con il produttore dei Beatles, George Martin, ed era conosciuto dal manager dei Pink Floyd, Steve O'Rourke.[62] I quattro membri del gruppo avevano opinioni discordanti riguardo al missaggio finale, con Waters e Mason che preferivano un mix "secco" e "pulito" dando maggiore spazio agli elementi non musicali, al contrario di Gilmour e Wright che volevano optare per uno più delicato e con più riverbero.[63] Più tardi Thomas smentì tali disaccordi, dicendo «non c'erano differenze di opinione tra di loro, non ricordo Roger dire una sola volta di volere meno eco. Infatti, non c'era nessun indizio che dicesse che avrebbero litigato. C'era un'atmosfera molto creativa, ci si divertiva molto.»[64] Sebbene non si conosca la verità, ciò che venne alla luce grazie al suo intervento lasciò soddisfatti sia Waters che Gilmour. Thomas fu responsabile di vari cambiamenti significativi nell'album, come l'eco usato in Us and Them. Fu anche presente alla registrazione di The Great Gig in the Sky, anche se fu Parsons ad assumere Clare Torry.[65] In un'intervista del 2006, quando gli fu chiesto se avesse perseguito i suoi obiettivi, Roger Waters rispose:[66]

Pubblicazione 

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Un'esibizione dal vivo di The Dark Side of the Moona Earls Court, poco tempo dopo la pubblicazione nel 1973.
(da sinistra) David Gilmour, Nick Mason, Dick Parry, Roger Waters

Dato che la versione quadrifonica dell'album non era ancora completa, la band (a parte Wright) non presenziò alla conferenza stampa tenutasi al London Planetarium il 27 febbraio.[67] I giornalisti trovarono al posto dei musicisti quattro loro sagome in cartone a grandezza naturale, e assistettero alla presentazione della versione stereo con un sistema audio di bassa qualità.[68][69] In generale, comunque, la stampa ebbe reazioni molto positive; Roy Hollingworth di Melody Maker definì il lato A «...così confuso che era difficile da seguire», ma elogiò la seconda parte.[70] Steve Peacock, di Sounds, scrisse: «Non mi interessa se nella vostra vita non avete mai sentito una nota dei Pink Floyd. Consiglio The Dark Side of the Moon a tutti senza riserve».[68] Nella sua recensione del 1973 per Rolling Stone, Lloyd Grossman descrisse Dark Side come «un bell'album con ricchezza concettuale e strutturale, che non solo attira, ma pretende partecipazione e coinvolgimento».[71]

The Dark Side of the Moon uscì prima negli Stati Uniti, il 10 marzo 1973, poi nel Regno Unito due settimane dopo. In Inghilterra e in Europa occidentale ottenne un successo immediato;[68]

up> dopo un mese aveva vinto il disco d'oro negli Stati Uniti e nel Regno Unito.[72] Durante il mese di marzo del 1973 il gruppo lo inserì nella scaletta del suo tour statunitense, inclusa un'esibizione a Radio City Music Hall di New York il 17, alla quale assistettero 6.000 persone. Tra gli effetti speciali era incluso un aereo lanciato dal fondo della sala alla fine di On the Run che si "schiantava" sul palcoscenico in una nuvola di fumo arancione. Il disco raggiunse il primo posto della classifica degli album più venduti di Billboard il 28 aprile 1973,[73] e ottenne un successo tale che la band dovette tornare in tour due mesi dopo.[74]

Etichetta 

Gran parte del successo ottenuto immediatamente negli Stati Uniti è dovuto all'impegno della casa discografica statunitense dei Pink Floyd, la Capitol Records. Bhaskar Menon, nominato presidente poco tempo prima, cominciò cercando di compensare le vendite relativamente scarse di Meddle del 1971, mentre la band e il manager O'Rourke stavano trattando con discrezione col presidente della CBS e della Columbia Records Clive Davis, poiché The Dark Side of the Moon era l'ultimo lavoro che i Pink Floyd avrebbero dovuto pubblicare per obbligo di contratto. L'entusiasmo di Menon per Dark Side era tale che imbastì una colossale campagna pubblicitaria, che includeva anteprime radiofoniche di Us and Them e Time.[75] In alcuni Paesi (specialmente nel Regno Unito) i Pink Floyd non pubblicavano un singolo dal 1968, anno di Point Me at the Sky; dopo cinque anni di "silenzio", il 7 maggio 1973 uscì il singolo di Money[67] (con Any Colour You Like sul lato B), che nel luglio dello stesso anno raggiunse il tredicesimo posto della Billboard Hot 100.[76]

Alle radio fu recapitata una versione promozionale (mono e stereo) del singolo: mentre la versione mono aveva la parola bullshit ("stronzata") solo in parte (bull), quella stereo conteneva la canzone incensurata, ma ai disc jockey era stato chiesto di disfarsene.[77] Il 4 febbraio 1974 usci un doppio lato A con Time e Us and Them.[78]

Gli sforzi di Menon per assicurarsi un rinnovo contrattuale col gruppo furono vani; all'inizio del 1974, i Pink Floyd stipularono con la Columbia un accordo da un milione di dollari, mentre in Inghilterra e nel resto d'Europa continuarono a essere rappresentati dalla Harvest Records.[79]

Riedizioni e rimasterizzazioni 

Nel giugno 1979 la Mobile Fidelity Sound Lab pubblicò una riedizione di The Dark Side of the Moon in LP,[80] e nell'aprile 1988 nel loro formato Ultradisc dorato.[81] La EMI pubblicò il formato CD (all'epoca una novità) nel 1984 e nel 1992 nel cofanetto Shine On.[82] Questa versione tornò rinnovata nei negozi l'anno dopo in occasione del ventesimo anniversario, con la copertina disegnata da Storm Thorgerson.[83]

Pare che sulle copie in CD più recenti sia udibile una versione orchestrale di Ticket to Ride dei Beatles, durante le battute finali dell'album. Ciò può essere il risultato di un errore di rimasterizzazione,[54] poiché non si sente nelle prime versioni in vinile.

Sebbene fosse commissionata dalla EMI, la band non appoggiò mai l'edizione quadrifonica del 1973; tuttavia ne uscì un'altra rinnovata, in occasione del trentesimo anniversario del disco nel 2003. Con un po' di sorpresa, il gruppo scelse di non usare il mix quadrifonico di Alan Parsons del 1973, ma si affidò a James Guthrie per crearne uno nuovo per il formato SACD.[40][84] Guthrie collaborava con la band dai tempi di The Wall e aveva già lavorato alle versioni quadrifoniche di quest'ultimo e di In the Flesh di Roger Waters. Nel 2003 Alan Parsons espresse un giudizio generalmente positivo sul lavoro di Guthrie, nonostante qualche critica (in particolare a On the Run).[40] Il mix di The Great Gig in the Sky fu tra quelli più apprezzati da Parsons:[85]

La nuova versione del trentesimo anniversario vinse quattro Surround Music Awards nel 2003.[78] Nel 2003 ci fu anche una ristampa di The Dark Side of the Moon in vinile (a cura di Kevin Gray della AcousTech Mastering) che includeva gadgets leggermente diversi da quelli contenuti nella prima edizione, oltre a un poster del trentennale del disco.[86] Nel 2007, per celebrare i quarant'anni dalla fondazione dei Pink Floyd, l'album venne incluso nella raccolta Oh, By the Way,[87] e su iTunes ne uscì una versione DRM gratuita.[88]

Confezioni 
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Schema di un prisma triangolare con la dispersione della luce, molto simile a quello della copertina di The Dark Side of the Moon.
Long playing 

The Dark Side of the Moon fu pubblicato inizialmente in formato vinile con una copertina pieghevole, disegnata dalla Hipgnosis e George Hardie, che mostrava un prisma triangolare rifrangente un raggio di luce sul fronte. La Hipgnosis aveva già disegnato varie copertine per la band con risultati controversi; la EMI non aveva gradito le immagini di Atom Heart Mother e Obscured by Clouds, poiché si aspettavano disegni più tradizionali con lettere e caratteri, ma i disegnatori poterono ignorare le critiche perché sotto contratto con il gruppo. Per The Dark Side of the Moon Richard Wright gli chiese qualcosa di più elegante, pulito e di classe.[89] La compagnia artistica presentò sette disegni, ma i quattro membri del gruppo scelsero senza discussioni quello del prisma, opera di Hardie e ideato da Thorgerson durante una sessione di brainstorming con Powell. Esso rappresenta tre elementi: l'illuminazione dei concerti della band, i testi delle canzoni e la volontà di Wright di un progetto "semplice e audace".[2] Il fascio di luce nell'immagine ha sei colori, escludendo l'indaco dalla tradizionale divisione della sequenza in rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e viola, e prosegue lungo tutto l'interno della confezione dividendola orizzontalmente in due parti: in quella inferiore compaiono i testi delle canzoni mentre in quella superiore vi è l'elenco delle tracce e i crediti; la linea verde si muove come un elettrocardiogramma (soluzione grafica suggerita da Roger Waters).[90][91] Le linee di colore proseguono anche sul retro della copertina dove entrano in un altro prisma rovesciato,[91] voluto da Thorgerson per facilitare la disposizione del disco nei negozi,[92] dal quale usciranno come un raggio di luce bianca, che prosegue poi fino a ricongiungersi con quello sul fronte.[91]

Il titolo non compare mai sulla copertina ma soltanto sul disco, all'interno di un prisma trasparente.

All'interno della confezione pieghevole si trovavano degli adesivi e due poster,[91] uno con immagini della band in concerto con lettere sparse a formare la scritta "PINK FLOYD", l'altro con una fotografia agli infrarossi delle Piramidi di Giza (che erano anche il soggetto degli adesivi) creata da Powell e Thorgerson.[92] Nel 2003 VH1 posizionò la copertina al quarto posto della sua classifica delle migliori copertine di tutti i tempi.[93]

Compact disc 

La copertina della prima edizione su CD, pubblicata nel 1984 su etichetta EMI-Harvest,[94] rispecchia in scala quella originariamente prevista per il disco 33 giri, con l'aggiunta in alto a destra di un cerchio bianco contenente nome del gruppo e titolo, che compaiono anche in costa. Sul retro è presente la stessa immagine che compare sulla copertina del vinile, anche se in scala leggermente diversa e più grande rispetto a quella anteriore. Il libretto contiene i testi delle canzoni.

La seconda edizione su CD (quella attualmente in vendita) è stata presentata nel 1994.[94] In questa versione sia il nome della band sia il titolo (senza l'articolo iniziale, come nella prima edizione su stesso formato) compaiono solamente in costa. Il fronte presenta un prisma non più trasparente ma opaco, nel quale entra un raggio di luce bianca che viene in parte riflesso dalla superficie. Il fascio di colori dell'arcobaleno (ora tutti e sette) in uscita non costituisce più una linea guida lungo le 22 pagine del booklet anche se compare in basso a pagina 19 e 20, dove c'è una foto di gruppo dei Pink Floyd e, come nel vinile, la linea verde simula un elettrocardiogramma.

Le prime quattro e le ultime due pagine del booklet riportano foto della band e delle Piramidi egiziane. Le restanti 14 sono dedicate a due a due alle canzoni dell'album e riportano il testo e un'immagine di sfondo il cui colore è diverso per ogni canzone, sempre secondo l'ordine dei sette colori dell'arcobaleno. Sul retro del libretto e della confezione e sul CD sono riprodotti diversi piccoli prismi attraverso i quali passano raggi di diversi colori.

Super Audio CD

L'immagine di copertina del Super Audio CD, uscito trent'anni dopo la prima edizione in vinile,[94] fu opera di vari disegnatori, incluso il fedelissimo Storm Thorgerson. Essa è composta da una fotografia di una vetrata costruita per riprodurre la figura del progetto originale.[91] Al posto dei colori opachi vennero usati vetri trasparenti, tenuti insieme da strisce di piombo. L'idea fu ispirata dal «senso di purezza nella qualità sonora» della versione surround, e l'immagine creata con l'intento di essere «la stessa ma diversa, tale che lo stile fosse chiaramente quello di Dark Side, ancora il caratteristico prisma, ma che fosse diverso e quindi nuovo».[83] Sulla costa della confezione compaiono ancora il nome della band ed il titolo preceduto dall'articolo The.

L'interno del booklet riporta immagini riferite alle precedenti edizioni del disco o alla band. Il retro riporta il dettaglio dell'angolo a destra del prisma con i colori in uscita,[91] ulteriormente ingrandito sul CD, dove è in risalto il punto di contatto del prisma con i colori. L'interno della confezione, al di sotto del disco, mostra una nuova vetrata contenente il prisma: lo sfondo è grigio tranne all'interno del poliedro, dove è nero. Anche il retro della confezione, oltre ai titoli delle canzoni, riporta alcuni dettagli del fronte.

Vendite 

The Dark Side of the Moon divenne uno degli album più venduti di tutti i tempi,[95] (senza contare raccolte e colonne sonore), ed è tra le prime 25 posizioni degli album più venduti negli Stati Uniti d'America.[54][96] Anche se la permanenza al primo posto durò solo sette giorni, è tuttora presente nella Billboard 200 con più di 780 settimane di permanenza[97] (di cui 741 consecutive[10]), alle quali si sommano le oltre 1000 settimane nella Top Pop Catalog Albums, anch'essa a cura di Billboard, introdotta nel marzo 1991.[98][99] Nel Regno Unito è il sesto album più venduto di tutti i tempi.[100]

Negli Stati Uniti il vinile uscì prima dell'istituzione del disco di platino del 1º gennaio 1976. Fu premiato quindi con un solo disco d'oro fino al 16 febbraio 1990, quando gliene furono certificati altri 11 in platino. Il 4 giugno 1998 la Recording Industry Association of America (RIAA) ne assegnò altri 4, facendogli raggiungere quota 15.[54]

I singoli Money e Time, in un arco di 12 mesi conclusosi il 20 aprile 2005, sono stati riprodotti nelle radio statunitensi rispettivamente 13.731 e 13.723 volte.[95] Secondo fonti provenienti dall'industria discografica le vendite totali in tutto il mondo ammontano a 45 milioni di copie.[101] Anche nelle settimane più "piatte" vengono vendute in media tra le 8.000 e le 9.000 copie,[95] con un totale di 400.000 nel 2002, risultando così il 200º album più venduto di quell'anno, quasi trent'anni dopo la sua pubblicazione. Secondo un articolo del Wall Street Journal del 2 agosto 2006, nel 1991 furono venduti 7,7 milioni di dischi nei soli Stati Uniti.[102]

Nel 2003, anno di pubblicazione dell'edizione ibrida in CD e SACD, raggiunse nuovamente il primo posto delle classifiche Billboard con 800.000 copie vendute negli Stati Uniti.[54] Nella settimana del 5 maggio 2006 The Dark Side of the Moon raggiunse un totale di 1.500 settimane in classifica, tenendo conto delle liste Billboard 200 e della Pop Catalogue Charts.[66] Si stima che uno statunitense su quattordici sotto i 50 anni possegga, o abbia posseduto, una copia dell'album.[54]

 

Eredità 

Il successo di The Dark Side of the Moon portò improvvisa ricchezza a tutti i membri del gruppo; Rick Wright e Roger Waters si comprarono grandi case di campagna e Nick Mason divenne un collezionista di auto di lusso.[115] Parte del ricavato fu investito nella produzione del film Monty Python e il Sacro Graal.[116]

Alan Parsons ottenne nel 1973 una nomination al Grammy Award per il Grammy Award for Best Engineered Album, Non-Classical[117] e iniziò una carriera da musicista di successo. Al contrario di Waters e Gilmour, per Mason il suo contributo nell'album fu molto importante.[118] Nel 2003 Parsons commentò: «Credo che tutti pensassero che il resto della mia carriera dipendesse da Dark Side of the Moon, il che è in parte vero. Ogni tanto, tuttavia, mi rendo conto con frustrazione che loro fecero non so quanti milioni, al contrario di tante altre persone coinvolte nel disco.» (Lo stipendio di Parsons durante le registrazioni ammontava a 35 sterline a settimana).[119]

The Dark Side of the Moon appare frequentemente nelle classifiche dei migliori album di sempre. Nel 1987 Rolling Stone lo collocò al 37º posto della sua Top 100 Albums of the last 20 years,[121] e sedici anni dopo al 43º nella sua lista dei 500 migliori album di tutti i tempi.[122] Nel 1997 The Guardian, con la collaborazione di vari artisti e critici musicali, pubblicò un elenco dei 100 migliori album di sempre, inserendo quello dei Pink Floyd al 37º posto.[123] Nel 2006 risultò il preferito dagli ascoltatori di Australian Broadcasting Corporation.[124] Nello stesso anno, The Observer lo definì come 29º album più influente della storia della musica[125] e i lettori di New Musical Express, con un sondaggio online, lo elessero ottavo migliore di tutti i tempi.[126] È stato inserito anche al secondo posto della lista Definitive 200 Albums of All Time, stilata dalla National Association of Recording Merchandisers «in onore della forma d'arte del disco».[127]

Parte dell'eredità di The Dark Side of the Moon è composta dall'influenza sulla musica moderna, i musicisti che hanno eseguito cover delle sue canzoni, e anche da leggende metropolitane moderne. La sua pubblicazione è spesso considerata un punto di svolta nella storia della musica rock, e spesso i Pink Floyd vengono accostati ai Radiohead, in particolare il loro album OK Computer del 1997, che è stato definito il Dark Side of the Moon degli anni novanta per il loro tema comune: la perdita della capacità creativa dell'individuo per avere uno scopo nel mondo moderno.

Tributi 
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Locandina de Il mago di Ozdel 1939.

Una delle reinterpretazioni più famose di The Dark Side of the Moon è Return to the Dark Side of the Moon: A Tribute to Pink Floyd, pubblicato nel 2006, che vede coinvolti artisti come Adrian Belew, Tommy Shaw, Dweezil Zappa e Rick Wakeman.[131] Nel 2000 la band The Squirrels pubblicò The Not So Bright Side of the Moon, anch'esso un tributo all'album;[132][133] nel 2003, il collettivo reggae newyorkese Easy Star All-Stars pubblicò Dub Side of the Moon;[134] il gruppo Voices on The Dark Side ne ha realizzato una versione a cappella,[135] mentre la band Poor Man's Whiskey lo esegue spesso in stile bluegrass, chiamando lo spettacolo Dark Side of the Moonshine.[136][137] Nel 2004 fu realizzata una particolare reinterpretazione con un quartetto d'archi.[138]

Nel 2009 anche i Flaming Lips, in collaborazione con Stardeath and White Dwarfs e con Henry Rollins e Peaches, pubblicarono il loro rifacimento, intitolato The Flaming Lips and Stardeath and White Dwarfs with Henry Rollins and Peaches Doing The Dark Side of the Moon.[139]

Diversi artisti celebri hanno eseguito l'album dal vivo nella sua interezza: la rock-band Phish semi-improvvisò una rappresentazione per intero durante il loro spettacolo del 2 novembre 1998 a West Valley City,[140] mentre il gruppo progressive metal dei Dream Theater lo ha eseguito due volte durante i loro concerti.[141]

Dark Side of the Rainbow

Dark Side of the Rainbow, o The Dark Side of Oz, sono due termini comunemente usati per riferirsi a voci che circolano su Internet da almeno quindici anni, secondo le quali The Dark Side of the Moon fu composto come colonna sonora del film Il mago di Oz del 1939. Gli osservatori che hanno riprodotto il film e il disco contemporaneamente hanno notato apparenti sincronie, come nel caso in cui Dorothy inizia a correre non appena la band canta no one told you when to run ("nessuno ti ha detto di correre").[142] Sia David Gilmour che Nick Mason hanno negato una connessione tra le due opere, e Roger Waters ha definito "divertenti" le voci al riguardo.[143] Alan Parsons ha dichiarato che il film non è stato neanche menzionato durante la produzione dell'album.[144]

« Mi ha cambiato sotto molti aspetti, perché portò un sacco di soldi, e uno si sente molto sicuro quando può vendere un album per due anni. Ma non ha cambiato il mio atteggiamento verso la musica. Anche se ottenne così tanto successo, era stato composto nello stesso modo in cui avevamo fatto tutti gli altri, e l'unico criterio che abbiamo riguardo alla pubblicazione della musica è se ci piace o meno. Non è stato un deliberato tentativo di produrre un album commerciale. È successo e basta. Sapevamo che conteneva molta più melodia dei precedenti, e un concetto che lo percorreva dall'inizio alla fine. La musica era più facile da assorbire e il supporto di voci femminile aggiunse quel tocco commerciale che nessuno dei nostri dischi aveva mai avuto. »
(Richard Wright[120])
« ... Penso che quando fu terminato, tutti pensavamo che fosse la cosa migliore che avessimo mai fatto fino ad allora, e tutti erano molto soddisfatti, ma non è che qualcuno lo considerasse cinque volte migliore di Meddle, o otto volte migliore di Atom Heart Mother, oppure lo valutasse per il numero di copie che esso ha di fatto venduto. È stato... non solo un buon album, ma anche nel posto giusto al momento giusto. »
(Nick Mason[69])
« La gente che non viene mai intervistata è quella che dice le cose più interessanti. »
(David Gilmour[2])
(EN)
« When the record was finished I took a reel-to-reel copy home with me and I remember playing it for my wife then, and I remember her bursting into tears when it was finished. And I thought, "This has obviously struck a chord somewhere", and I was kinda pleased by that. You know when you've done something, certainly if you create a piece of music, you then hear it with fresh ears when you play it for somebody else. And at that point I thought to myself, "Wow, this is a pretty complete piece of work", and I had every confidence that people would respond to it. »
(IT)
« Quando la registrazione fu terminata portai una copia a casa e la feci ascoltare a mia moglie. Ricordo che si mise a piangere. A quel punto pensai «questo ha sicuramente toccato una corda da qualche parte», ed ero contento di questo. Sai, quando hai fatto qualcosa, di sicuro se hai creato un'opera musicale, quando poi la fai ascoltare a qualcun altro la senti con un orecchio diverso. E fu in quel momento in cui mi dissi «wow, questo è un lavoro abbastanza completo», e avevo molta fiducia del fatto che la gente avrebbe risposto. »
(EN)
« I tip my hat to James for sorting out the correct bits of Clare's vocals. And he has improved on the stereo mix, which is a bit wishy-washy. The stereo is heavy on the Hammond organ, and Clare's a little too far down. In my quad mix, the Hammond is barely there, which shows you I really wasn't being faithful to the stereo mix. The quad sounds pretty good, but James still has the edge. His mix is definitely cleaner, and he's brought Clare out a bit more. »
(IT)
« Mi tolgo il cappello per James e la sua abilità nell'aver sistemato correttamente i pezzi della voce di Clare. E ha perfezionato la versione stereo, che è un po' spenta. Lo stereo è pesante sull'organo Hammond e Clare è un po' troppo lontana. Ma nella mia versione quad l'Hammond si sente appena, e ciò dimostra quanto non fossi fedele alla versione stereo. Il mio lavoro suona ancora abbastanza bene, ma quello di James è in vantaggio. Il suo mix è decisamente più pulito, e ha fatto risaltare un po' di più la voce di Clare. »

(EN)
« I think we all thought – and Roger definitely thought – that a lot of the lyrics that we had been using were a little too indirect. There was definitely a feeling that the words were going to be very clear and specific. »
(IT)
« Credo che tutti pensassimo – e Roger sicuramente lo pensava – che molti dei testi che stavamo usando fossero un po' troppo indiretti. C'era decisamente la sensazione che le parole stessero per diventare più chiare e specifiche. »
(EN)
« It seemed to me really important. I have no idea why I did to have voices on this thing. »
(IT)
« Mi sembrava importantissimo. Non ricordo più perché volessi delle voci qui. »
(Roger Waters[2])
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8 dicembre 2011 4 08 /12 /dicembre /2011 11:50

è un dogma cattolico, proclamato da papa Pio IX l'8 dicembre 1854[1] con la bolla Ineffabilis Deus, che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. Da non confondere con il concepimento verginale di Maria.

La Chiesa cattolica celebra la solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria l'8 dicembre. Nella devozione cattolica l'Immacolata è collegata con le apparizioni di Lourdes (1858) e iconograficamente con le precedenti apparizioni di Rue du Bac a Parigi (1830).

 

Storia del dogma  

Fondamenti biblici 

Il Cattolicesimo vede in alcuni testi biblici non una prova, quanto un'avvisaglia di quella che sarà la dottrina del magistero. Bisogna ricordare che, secondo la teologia cattolica, la scrittura non è l'unica fonte della fede: anche la Tradizione della Chiesa è luogo teologico.[2]

Nell'Antico Testamento, il cosiddetto Protovangelo della salvezza presenta la donna (Eva) come prefigurazione di Maria:

Maria ponendosi al servizio di Dio, permette l'entrata del Salvatore nel mondo (Luca 1,38). Maria quindi, nella lettura tradizionale della Chiesa, partecipa, anche se in forma subordinata, alla vittoria di Cristo sul peccato.

Altre suggestioni veterotestamentarie del dogma sarebbero ravvisabili nel Cantico dei Cantici e nei Proverbi[4][5]:

Nel Nuovo Testamento il passo principale considerato dalla tradizione cattolica come conforme al dogma dell'Immacolata Concezione è il saluto rivolto dall'arcangelo Gabriele a Maria:

Il Protovangelo 

Il Protovangelo di Giacomo, composto tra il 140 e il 170, contiene in nuce l'idea che Maria fosse senza peccato . Il testo presenta l'infanzia di Maria (cc. 6-8) come estremamente pia, allevata nel tempio di Gerusalemme dai 3 ai 12 anni, dove "riceveva il vitto per mano di un angelo".

Nonostante il Protovangelo, per la sua tardività e il suo stile agiografico e leggendario, difficilmente possa basarsi su fondati elementi storici, esso sembra rappresentare «una prima presa di coscienza intuitiva e mitica della santità perfetta e originale di Maria nella sua stessa concezione».

Sulla base della narrazione del Protovangelo, la liturgia e la devozione della Chiesa greco orientale ha attribuito dall'antichità a Maria il titolo di Παναγία, Panaghìa, "tutta santa".

Patristica
Francisco de Zurbarán, Immacolata Concezione

Agostino d'Ippona (354 - 430) è il primo teologo che parla della natura perfetta e speciale di Maria. Il suo pensiero va contestualizzato nella polemica anti-eretica che lo vide coinvolto: Pelagio e i suoi discepoli tendevano a ridimensionare il ruolo del peccato originale nella condotta morale dell'uomo, e Agostino rispose indicando l'umanità come una "massa dannata", concetto poi ripreso nella riflessione dei padri della Riforma, in particolare Calvino. Da questo pessimismo antropologico però Agostino dissocia Maria: "la pietà impone di riconoscere Maria senza peccato [...]. Per l'onore del Signore [...] Maria non entra assolutamente in questione quando si parla di peccati".[7]

In oriente sono diversi i padri greci che, come Agostino, attribuiscono una speciale natura a Maria. Proclo di Costantinopoli (m. 446-7) scrive che Maria «è il santuario dell'impeccabilità, il tempio santificato di Dio [...], il paradiso verdeggiante e incorruttibile».[8] Theoteknos di Livia (VII sec.) la definisce "tutta bella, pura e senza macchia [...] Nasce come i cherubini colei che è fatta di argilla pura e immacolata". Andrea di Creta (m. 740) scrive che "il corpo della Vergine è una terra che Dio ha lavorato, la primizia della massa adamitica che è stata divinizzata nel Cristo, l'immagine del tutto somigliante della bellezza divina, l'argilla modellata dalle mani dell'artista divino".[10]

In occidente, secoli dopo Agostino, Pascasio Radberto (m. c.a 865) scrive che Maria "è stata esente da ogni peccato originale". In seguito il benedettino inglese Eadmero (circa 1064-1124), commentando la diffusione della festa liturgica dell'Immacolata che era osteggiata da alcuni ecclesiastici, "mosso dall'affetto della pietà e della sincera devozione per la madre di Dio" si pronuncia per la concezione di Maria libera da ogni peccato: "Non poteva forse (Dio) conferire a un corpo umano [...] di restare libero da ogni puntura di spine, anche se fosse stato concepito in mezzo ai pungiglioni del peccato? È chiaro che lo poteva e lo voleva; se lo ha voluto lo ha fatto (potuit plane et voluit; si igitur voluit, fecit)".

Teologia medievale

Con la teologia scolastica medievale inizia la discussione sulle effettive modalità con cui descrivere teologicamente il concetto per cui Maria era senza peccato: i teologi precedenti, orientali e latini, sono concordi nell'affermarlo ma non entrano nel merito della ragione teologica, lasciando dunque la cosa come una sorta di eccezione ad hoc immotivata, lasciando in filigrana il contrasto col dogma della natura umana universalmente corrotta e con la redenzione universale operata da Cristo.

Anselmo di Canterbury (m. 1109) sostenne che Maria, concepita come tutti gli uomini nel peccato originale, fu anticipatamente redenta da Cristo, prima della nascita del Salvatore. La redenzione anticipata di Anselmo è sostanzialmente ripresa dai grandi teologi scolastici: Bernardo di Chiaravalle (m. 1153); Alessandro di Hales (m. 1245); Alberto Magno (m. 1280); Tommaso d'Aquino (m. 1274); Bonaventura (m. 1274).

È solo con Duns Scoto (m. 1308), poi detto "Dottore dell'Immacolata", che prende forma il dogma come poi fissato da magistero: il teologo francescano sostiene non la "redenzione anticipata" di Anselmo e degli scolastici, ma la "redenzione preventiva" o "preservativa". Diversamente dai predecessori infatti non dice che Maria fu concepita nel peccato originale e poi redenta, ma che fu concepita senza peccato originale. Il suo ragionamento ribaltò i termini della questione: Maria non fu un'anomala eccezione (o un caso anticipato) all'opera redentiva di Cristo, ma la conseguenza della più perfetta ed efficace azione salvifica dell'unico mediatore. Scrive Scoto: "Cristo esercitò il più perfetto grado possibile di mediazione relativamente a una persona per la quale era mediatore. Ora, per nessuna persona esercitò un grado più eccellente che per Maria [...]. Ma ciò non sarebbe avvenuto se non avesse meritato di preservarla dal peccato originale".

Nei secoli successivi i teologi cattolici furono sostanzialmente divisi sulla questione: a grandi linee, i domenicani sostenevano la redenzione anticipata degli scolastici ("macolisti"), mentre i francescani sostenevano la redenzione preventiva di Scoto ("immacolisti").

Le dispute del XIV secolo 

Nei primi decenni del XIV secolo le controversie si erano ormai accese.

Tra il 1320 e il 1321 ebbe luogo alla Sorbona una disputa tra uno dei discepoli di Scoto, Francesco de Mayronis († 1328), e il benedettino Pietro Roger, che sarebbe poi divenuto papa con il nome di Clemente VI († 1352). Gli animi si scaldavno tra chi difendeva Scoto e chi lo accusava di eresia.

Così un carmelitano, Giovanni Baconthorp († 1345), scriveva:

Nel 1387 il domenicano Giovanni da Montesono († 1412) cominciò ad insegnare alla Sorbona che la tesi sull'Immacolata Concezione era nettamente contraria alla fede della Chiesa. Ciò diede vita ad una disputa con il francescano Andrea di Novocastro († 1380) e suscitò l'opera del suo confratello Giovanni Vidal, Defensorium Beatae Mariae Virginis Adversus Joannem de Montesono, che causò l'intervento di trenta teologi della Sorbona; costoro, dopo aver preso in considerazioni gli argomenti dei due maestri, giudicarono la tesi del domenicano «scandalosa, presuntuosa e offensiva», obbligandolo a ritrattare.

Ma né la condanna, né la minaccia di scomunica da parte di Pietro d'Orgemont, vescovo di Parigi, riuscirono a far ritrattare il Monzón, che, pur ricorrendo a papa Clemente VII († 1394), ottenne solo condanne.

In ogni caso, i trenta teologi parigini, che sostenevano come "possibile" l'opinione immacolatista, riconoscevano anche l'autorevolezza che si deve avere nei confronti della teologia dell'Aquinate. Questa prudente posizione cercava di tutelare la libertà di pensiero di fronte ad un argomento non ancora definito dalla Chiesa, ma contemporaneamente ammetteva l'importanza del pensiero di San Tommaso. In effetti, è da questo momento che l'Aquinate divenne il "maestro" degli avversari dell'Immacolata Concezione, e sembra anche che si possa far risalire a questo evento la nascita ufficiale della "scuola scotista dell'Immacolata"; ebbero cioè inizio le due correnti teologiche degli Scotisti e dei Tomisti.

Le discussioni continuarono nel 1400, inaugurando tra i teologi cattolici un periodo di discussioni tanto intense e durature da ispirare artisti del secolo successivo (come Sogliani, nel 1521; o Toschi, Portelli) per la rappresentazione di quadri allegorici nominati, appunto, Disputa sull'Immacolata Concezione. Nel 1566 il succitato Carlo Portelli dipinse una chiara Immacolata Concezione per ribadire il concetto teologico, che però non trovò conferma ufficiale per altri tre secoli.

Dottrina del magistero
L'Immacolata Concezione di  Battista Tiepolo

Lungo i secoli la posizione del magistero è stata prudente: per quanto il chiaro e definitivo pronunciamento pontificio si ebbe solo nel 1854, furono diversi gli interventi a favore della posizione immacolista.

Papa Sisto IV (m. 1484) introdusse a Roma la festa liturgica della Concezione. Sul piano dogmatico non si pronunciò, ma con le bolle Cum Praeexcelsa (1477) e Grave Nimis (1482) proibì a macolisti e immacolisti di accusarsi vicendevolmente di eresia. Papa Alessandro VII emanò nel 1661 la bolla (che non ha l'autorevolezza e il significato teologico dell'enciclica) Sollicitudo, dove si dice a favore dell'Immacolata Concezione. Clemente XI nel 1708 rende universale la festa dell'Immacolata, già localmente celebrata a Roma e in altre zone della cristianità.

Nel 1848 Pio IX mostra l'intenzione di chiudere la questione in maniera autorevole e definitiva. Istituisce una commissione di teologi e una di cardinali, dalle quali però emerge il parere contrastante circa l'Immacolata. Anche Rosmini, pur ritenendola "moralmente sicura", sconsiglia di definirla dogmaticamente. Il Papa decide allora di valutare il parere collegiale dei vescovi, che nella tradizione cattolica ha valore magisteriale subordinato a quello pontificio, e lo fa con l'enciclica Ubi Primum del 1849. 546 dei 603 vescovi consultati si dichiarano a favore del dogma. Il Papa fa preparare la bozza dell'enciclica, che dopo 8 redazioni viene promulgata l'8 dicembre 1854 col nome Ineffabilis Deus.

Queste sono le parole che concludono l'enciclica e proclamano solennemente il dogma:

Il dogma non afferma solamente che Maria è l'unica creatura ad essere nata priva del peccato originale - e ciò fin da 40 settimane prima della sua nascita, e cioè dal momento del suo concepimento da parte dei genitori, Anna e Gioacchino - ma aggiunge altresì che Maria, in quanto ritenuta madre di Dio, per speciale privilegio non ha commesso nessun peccato, né mortaleveniale, in tutta la sua vita.

La dottrina attuale della Chiesa è che Dio conferisca l'anima alla persona umana non appena essa si forma, nel suo primissimo istante, e cioè al momento del concepimento[18]. La dottrina sull'Immacolata Concezione di Maria dà forza, nella visione cattolica, al pensiero della Chiesa sugli embrioni, ritenuti persone umane a tutti gli effetti, dotati di anima.

Il convincimento della Chiesa in ordine alla preservazione di Maria dalla macchia del peccato originale è relazionato a questa riflessione: non sarebbe stato "conveniente" che il Figlio di Dio si incarnasse nel grembo di una donna se questa non fosse stata perfettamente monda da qualsiasi peccato.

A differenza dell'apertura verso la dottrina dell'Assunzione, questo dogma non è condiviso in nessuna sua forma dalle altre confessioni cristiane (nemmeno dalla Chiesa ortodossa che però neppure lo nega),[19] in quanto non solo considerato in disaccordo con le Scritture e/o non supportato dalla Tradizione,[20] ma pure poiché introduce nella religione del Nazareno quel concetto di Bene preventivo su cui Pierre Bayle (1647 - 1706) fonderà un'antiteodicea che ha condotto all'esito ateo ritenuto fin qui più convincente e dirompente.

Nella liturgia: solennità dell'Immacolata Concezione

Per sottolineare l'importanza del dogma la Chiesa cattolica celebra l'8 dicembre la solennità dell'Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria con la Messa Gaudens gaudebo. Questa festività era già celebrata in Oriente nel sec. VIII, e venne importata nell'Italia meridionale da monaci bizantini, propagandosi poi a tutto l'Occidente, soprattutto su iniziativa degli ordini religiosi benedettini e carmelitani. Fu inserita nel calendario della Chiesa universale da papa Alessandro VII con la bolla Sollicitudo omnium ecclesiarum dell'8 dicembre 1661.[21]

L'8 dicembre del 1857, papa Pio IX, inaugurò e benedisse a Roma , il monumento dell'Immacolata, detto di Piazza di Spagna, in realtà nell'adiacente Piazza Mignanelli.

Papa Pio XII, nel giorno dell'Immacolata Concezione, ha iniziato a inviare dei fiori come omaggio alla Vergine; il suo successore, papa Giovanni XXIII, nel 1958, uscì dal Vaticano e si recò personalmente in Piazza di Spagna, per deporre ai piedi della Vergine Maria un cesto di rose bianche, e successivamente fece visita alla basilica di Santa Maria Maggiore. Tale consuetudine è stata continuata anche dai papi successivi.

La visita in Piazza di Spagna prevede un momento di preghiera, quale espressione della devozione popolare. L'omaggio all'Immacolata prevede il gesto della presentazione dei fiori, la lettura di un brano della Sacra Scrittura e di un brano della Dottrina della Chiesa cattolica, preghiere litaniche e alcuni canti mariani, tra cui il Tota pulchra.

Apparizioni mariane relative al dogma dell'Immacolata Concezione

Due apparizioni mariane riconosciute dalla Chiesa cattolica hanno a che fare con questo dogma e ne sono considerate una conferma diretta.

Nel 1830 Catherine Labouré, novizia nel monastero parigino di Rue di Bac, fece coniare una medaglia (detta poi la medaglia miracolosa) che riportava le seguenti parole, da lei viste durante un'apparizione della vergine Maria (avvenuta il 27 novembre dello stesso anno): "O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi".

Nel 1858, quindi quattro anni dopo la proclamazione del dogma, la veggente di Lourdes Bernadette Soubirous riferì che la Vergine si era presentata con le parole "Que soy era Immaculada Councepciou" ("Io sono l'Immacolata Concezione", in lingua occitana).

Nell'arte 

Il tema dell'Immacolata Concezione iniziò ad apparire in opere artistiche fin da quando si accese il dibattito, che vedeva schierati da una parte i Francescani e le ramificazioni dell'Ordine benedettino, legate al pensiero di Anselmo d'Aosta e Bonaventura da Bagnoregio, e dall'altra i domenicani, legati alla trattazione offerta da Tommaso d'Aquino.

Inizialmente il tema veniva affrontato dagli artisti gotici in maniera "criptica", dove cioè si rimandava allo spettatore la conclusione, mettendo magari una serie di simboli e metafore facilmente decodificabili. Nel XV secolo le opere d'arte divennero più evidenti, propendendo per una o l'altra ipotesi, ben comprensibile dalla lettura di elementi che chiarivano l'intervento divino in tali episodi della vita di Anna e Gioacchino e dell'infanzia della Vergine. Più coraggiose furono le opere legate al tema della Disputa sull'Immacolata Concezione, dove gli artisti ritraevano, caso più unico che raro nell'arte sacra, il parere contrastante dei dottori della Chiesa: ne è un esempio la tavola agli Uffizi di Piero di Cosimo.

Con la Controriforma venne stabilita l'iconografia fissa legata al concetto dell'Immacolata, che sarà quella ratificata dal dogma.

Nella vita della Chiesa: devozione 

Congregazioni religiose

A seguito della proclamazione del dogma, diverse congregazioni religiose hanno sottolineato fin dal loro nome una particolare devozione a Maria ricordata con il titolo di Immacolata:

Murillo, L'Immacolata Concezione
Diego Velázquez, Immacolata Concezione
Nomi di persona

I nomi propri Immacolata e Concetta sottolineano la devozione a Maria Immacolata.

« Io porrò inimicizia tra te e la donna,
tra la tua stirpe
e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno »   (Genesi 3,15)
« Quando non esistevano gli abissi, io fui generata;
quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d'acqua. »   (Proverbi 8,24)
« Tutta bella tu sei, amica mia,
in te nessuna macchia »   (Cantico 4,7)
« Rallegrati, piena di grazia »   (Luca 1,28)
« La beata Vergine, in quanto figlia di Adamo, contrasse di fatto il peccato originale. (..) Aggiungo questo contro alcuni, si pensi a Scoto, il quale dice che la beata Vergine non contrasse il peccato originale (..); e contro l'opera dell'Aureolo. »
(Quodlibet, III, q. 12; Venetiis, 1527, f. 57vb)
(LA)
« [...] declaramus, pronuntiamus et definimus, doctrinam quae tenet beatissimam Virginem Mariam in primo instanti suae conceptionis fuisse singulari omnipotentis Dei gratia et privilegio, intuitu meritorum Christi Iesu Salvatoris humani generis, ab omni originalis culpae labe praeservatam immunem, esse a Deo revelatam atque idcirco ab omnibus fidelibus firmiter constanterque credendam. »
(IT)
« [...] dichiariamo, affermiamo e definiamo la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per una grazia ed un privilegio singolare di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, è stata preservata intatta da ogni macchia del peccato originale, e ciò deve pertanto essere oggetto di fede certo ed immutabile per tutti i fedeli. »
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6 dicembre 2011 2 06 /12 /dicembre /2011 20:19

Il telescopio spaziale più in voga del momento ha identificato con certezza un gemello della Terra. Un nuovo pianeta esterno al Sistema Solare, dotato delle caratteristiche ideali per ospitare la vita

Roma - La nuova, potenzialmente sensazionale scoperta del telescopio spaziale Kepler si chiama Kepler-22b, un esopianeta con caratteristiche molto simili alla Terra per quanto riguarda la massa e (soprattutto) la distanza rispetto alla stella attorno a cui esso orbita. Kepler-22b è la prima "super-Terra" di cui viene confermata l'esistenza, dicono gli scienziati NASA.

Già osservato in passato, l'esopianeta si trova a circa 600 anni luce di distanza dalla Terra, è 2,4 volte più grande in quanto a dimensioni e orbita una stella che è molto simile al Sole anche se più piccola e fredda. Kepler-22b compie un'orbita completa attorno al suo "Sole" in 290 giorni, e si trova esattamente al centro della cosiddetta "zona abitabile": la distanza necessaria affinché possa esserci la formazione dell'acqua e potenzialmente anche della vita.



    I ricercatori stimano che la temperatura sulla superficie di Kepler-22b sia di circa 21 gradi: estremamente confortevole dal punto di vista della specie umana. Sempre che l'esopianeta abbia una superficie rocciosa piuttosto che gassosa, visto che al momento non è possibile verificare o fare ipotesi a riguardo.

    I responsabili del progetto hanno raggiunto la certezza in merito all'esistenza e alle caratteristiche di Kepler-22b dopo averlo osservato per ben tre volte durante il passaggio davanti alla sua stella. In attesa di verificare le altre caratteristiche dell'esopianeta, la compagnia aerea low-cost Ryanair ha ben deciso di farsi pubblicità organizzando viaggi economici verso l'aeroporto britannico di Luton, distante "appena" 600 anni luce dalla nuova destinazione galattica da raggiungere comodamente con un apposita navetta-bus.

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    5 dicembre 2011 1 05 /12 /dicembre /2011 12:50
    Lo scaldabagno è un elettrodomestico importante di casa nostra. Dobbiamo effettuarne spesso la manutenzione, in quanto, specialmente nelle zone in cui le acque sono particolarmente dure si può formare un antipatico calcare all'interno, che va ad incrostare uno degli elementi fondamentali: la resistenza. Vediamo come comportarci per la sua pulizia o la sua sostituzione.
     
    • 1
      Come Sostituire La Resistenza Dello Scaldabagno
      Se noti che il tuo scaldabagno impiega troppo tempo per riscaldare l'acqua, devi procedere al controllo della resistenza. Essa, infatti, potrebbe risultare incrostata di calcare o bruciata. E' quindi necessario che tu ti prepari alla sostituzione della stessa, con una identica, che dovrai acquistare dal tuo rivenditore di fiducia.
    • 2
       
      Occorrente
      • Resistenza nuova
      • Imbuto
      • Chiave a pappagallo
      • Guanti n gomma
      • Acido cloridrico
      Chiudi l'acqua, e per una questione di sicurezza stacca sia il collegamento elettrico dello scaldabagno che l'interruttore generale. Prendi la chiave a pappagallo e svita la ghiera sopra la valvola di sicurezza in modo da scollegare il tubo che alimenta l'acqua fredda. Prendi l'imbuto ed attaccaci un tubo. Ponilo poi sotto l'imboccatura dalla quale hai appena staccato il tubo per l'acqua fredda. 
    • 3 Fai defluire l'acqua dallo scaldabagno aprendo i rubinetti dell'acqua calda. Procedi a scollegare i cavi elettrici dai relativi morsetti, e svita la piastra collegata alla resistenza. Estrai, quindi, quest'ultima, tirandola leggermente verso il basso. Adesso puoi controllare lo stato della resistenza.
    • 4 Se le incrostazioni non sono molte, puoi sopperire facendone la pulizia, ed immergendo la stessa all'interno di una bacinella con una soluzione al 50% di acido cloridrico, ricordandoti di indossare dei guanti di gomma per proteggere le mani. Spazzolala delicatamente. Se è troppo danneggiata sostituiscila con una nuova, e procedi a rimontarla, ricollegandola alla tensione.
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