Il blog di Ciro Uliano
Uno dei termini più usati, e abusati, degli ultimi tempi è senza dubbio “spread”. Ma cosa si vuole intendere con questo termine? Tutti ne parlano, ma, probabilmente, non tutti sanno di cosa si tratta.
Lo spread è un numero che sta ad indicare un differenziale. In finanza, il termine spread può significare molte cose, ma quando ne sentiamo parlare in questo periodo è per esprimere la differenza tra due tassi di interesse, ossia quelli sui titoli pubblici. Naturalmente, di tassi sui titoli pubblici ce ne sono di vari tipi.
Detto questo, come si calcola? Si prende un Btp a 10 anni, se ne calcola il rendimento a scadenza, si fa la medesima cosa con il Bund tedesco e, in seguito, si fa la differenza tra i due valori ottenuti. In tutto questo si deve tenere sempre in mente un punto fondamentale: il rendimento di un titolo di Stato, come sono appunto Bund e Btp, dipende i primo luogo dal suo livello di rischio. In altre parole, se il rendimento è alto, si alza anche il pericolo che, alla scadenza, l’emittente non rimborsi il capitale. Detto questo, è facile capire perché, se lo spread sale ci si preoccupa, mentre se scende no. Se aumenta, significa che il rendimento dei nostri titoli di Stato Btp sta aumentando, mentre il Bund è un’obbligazione ritenuta sicura. Il tutto influisce sul mercato che vede con occhio diverso il nostro titolo di Stato, alla luce del fatto che si configura come meno sicuro rispetto a quello tedesco.
Tutto ciò pesa sul giudizio che i mercati hanno del nostro Paese che, quindi, potrebbe rischiare un default. Inoltre, quando lo spread Bund Btp aumenta, i nostri titoli di Stato perdono prezzo e, quindi, i mercati li percepiscono come pericolosi e non li acquistano. Questo giustifica tutta l’attenzione che, nell’ultimo periodo ma non solo, c’è attorno alla questione.